COMMENTO A CASS. CIV., SEZ. III, ORD. N. 29252 DEL 13.11.2024
Sei stato segnalato nella Centrale Rischi di Banca d’Italia da parte del tuo istituto di credito? Se tale segnalazione è illegittima potresti non soltanto ottenerne la cancellazione, ma anche agire per ottenere il risarcimento dei danni che ne sono derivati.
Se la questione è ti tuo interesse, continua la lettura di questo articolo!
La vicenda.
L’ordinanza n. 29252/2024 emessa dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione affronta questioni rilevanti in tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, con particolare riferimento alla posizione del fideiussore, cioè di chi si è impegnato a garantire il debito di un debitore principale.
La pronuncia è importante perché chiarisce in quali casi chi subisce una segnalazione non corretta può ottenere un risarcimento e su chi ricade l’onere di dimostrare il danno subito.
Nel caso esaminato, un imprenditore – che era socio e amministratore di una società di maioliche – aveva firmato una fideiussione per garantire il pagamento dei canoni di leasing di un capannone. La società, a causa di problemi con l’immobile, aveva sospeso i pagamenti già nel 2009.
Nonostante ciò, nel 2010 l’istituto concedente aveva segnalato alla Centrale Rischi la società come “a sofferenza”, indicando anche il nome del garante, cioè dell’imprenditore, benché senza indicarlo formalmente come debitore in sofferenza.
Nel 2012, la Camera Arbitrale di Bolzano aveva riconosciuto che il bene oggetto del leasing presentava difetti gravi, ritenendo quindi giustificata la sospensione dei pagamenti.
Il garante si è quindi rivolto al giudice, chiedendo che venisse riconosciuta l’illegittimità della segnalazione e che gli venissero risarciti i danni subiti. Tuttavia, sia il tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto la sua richiesta, sostenendo che non fosse stato dimostrato un collegamento diretto tra la segnalazione e il danno lamentato.
La decisione della Corte di Cassazione.
La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’imprenditore, evidenziando due errori commessi dai giudici di merito. Il primo riguarda una valutazione superficiale delle prove presentate per dimostrare il danno subito. Il secondo riguarda la mancata analisi di documenti importanti per comprendere l’impatto della segnalazione sul piano personale e professionale del garante.
Il danno patrimoniale e l’onere della prova.
Nel suo intervento, la Corte ha ricordato che, nei casi di segnalazione illegittima, chi agisce per ottenere un risarcimento deve dimostrare due elementi: il danno subito e il collegamento tra quel danno e la condotta dell’istituto di credito.
Tuttavia, questa prova non deve essere necessariamente “diretta”: è sufficiente che emergano indizi gravi e coerenti, come ad esempio un improvviso peggioramento della situazione finanziaria dell’interessato o il rifiuto di nuovi finanziamenti da parte delle banche, subito dopo la segnalazione.
Nel caso specifico, i giudici della Corte d’Appello non avevano tenuto in considerazione un fatto molto significativo: a breve distanza dalla segnalazione, un istituto bancario aveva revocato le linee di credito alla società, sollecitando il rientro immediato dei debiti e facendo espresso riferimento alla segnalazione “a sofferenza”.
Secondo la Cassazione, questa coincidenza temporale doveva essere valutata attentamente, perché indicativa di un possibile nesso tra segnalazione e danno, tanto più che l’imprenditore, essendo anche fideiussore, era poi stato costretto a coprire i debiti della società con il proprio patrimonio.
Il danno non patrimoniale e la lesione dell’immagine.
La Cassazione ha inoltre criticato la motivazione con cui la Corte d’Appello aveva escluso il danno non patrimoniale, cioè quello legato alla reputazione personale.
I giudici territoriali avevano sostenuto che l’indicazione del nome del garante non fosse sufficiente a danneggiarne l’immagine, perché non lo qualificava espressamente come “cattivo pagatore”.
Tuttavia, i documenti prodotti dall’imprenditore dimostravano che due banche avevano effettivamente rifiutato la concessione di finanziamenti, proprio perché il suo nome risultava collegato a quello della società segnalata.
La mancata considerazione di questi documenti ha rappresentato un errore grave, secondo la Cassazione, perché si trattava di prove che avrebbero potuto ribaltare il giudizio.
L’importanza della pronuncia per la figura del fideiussore.
La decisione della Cassazione evidenzia un principio molto importante: anche il fideiussore, pur non essendo segnalato direttamente come debitore, può subire un danno ingiusto a causa della segnalazione “a sofferenza” del soggetto garantito.
Questo danno può manifestarsi sia nella forma economica, come la necessità di far fronte ai debiti della società, sia sotto il profilo personale, attraverso la compromissione della reputazione e della possibilità di accedere a nuovi finanziamenti.
La Corte sottolinea inoltre che il giudice, nel valutare le prove, non può ignorare documenti rilevanti o fare un’analisi parziale degli elementi presentati.
È necessario tenere conto anche di presunzioni, soprattutto quando vi è una stretta vicinanza temporale tra la segnalazione e la revoca delle linee di credito.
Una questione ancora aperta.
Nell’ordinanza non è stata invece affrontata una questione di fondo sollevata dalla società concedente: la possibilità di segnalare un credito che sia oggetto di contestazione. La Cassazione ha preferito non pronunciarsi, ritenendo il tema assorbito dal resto della decisione, ma non è escluso che possa essere trattato in una fase successiva del processo.
Un ulteriore punto rimasto in sospeso riguarda la presunta estensione del giudizio da parte della Corte d’Appello, che secondo la società concedente avrebbe valutato aspetti non più oggetto di domanda. Anche su questo aspetto la Cassazione non si è espressa, concentrandosi invece sull’illegittimità della segnalazione e sulle sue conseguenze.
Perché questa pronuncia è importante.
I principi affermati dalla Cassazione assumono un’importanza particolare nel contesto attuale, in cui l’accesso al credito rappresenta un elemento essenziale per lo sviluppo delle imprese e delle attività professionali.
Le informazioni inserite nella Centrale Rischi vengono utilizzate da banche e finanziarie per decidere se concedere finanziamenti, ed è quindi fondamentale che tali informazioni siano corrette e aggiornate.
Una segnalazione ingiustificata può compromettere seriamente la reputazione e le opportunità economiche di un soggetto, ed è per questo che esistono strumenti di tutela come la cancellazione della segnalazione e la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni.
Sei stato segnalato illegittimamente in Centrale Rischi? Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro finanziario.
Contattaci per una consulenza personalizzata: analizzeremo insieme la tua posizione e valuteremo ogni azione per tutelare i tuoi diritti e per ottenere il giusto risarcimento.
Se vuoi approfondire ulteriormente la questione:
- https://www.rennastudiolegale.it/crif-cerved-cai-centrale-rischi-che-differenza-ce/
- https://www.rennastudiolegale.it/cancellazione-illegittima-segnalazione-centrale-rischi/
- https://www.rennastudiolegale.it/centrale-rischi-quando-una-segnalazione-errata-ti-blocca-il-futuro/
Scarica la decisione in commento: –> 
