Nel mondo bancario, la fideiussione è uno strumento molto diffuso, spesso utilizzato dalle banche per ottenere garanzie personali a tutela del credito concesso. Tuttavia, quello che molti ignorano è che una parte significativa delle fideiussioni bancarie sottoscritte in Italia può essere dichiarata nulla, in tutto o in parte, se non conforme alla normativa vigente.
Vediamo nel dettaglio cos’è una fideiussione, come funziona e perché rivolgersi a uno studio legale specializzato in diritto bancario può fare la differenza.
Cos’è la fideiussione
La fideiussione è un contratto di garanzia personale disciplinato dagli articoli 1936 e seguenti del Codice Civile. In termini semplici, il fideiussore si obbliga nei confronti del creditore a garantire l’adempimento di un’obbligazione altrui, in genere quella di un debitore principale.
Si tratta quindi di un impegno a rispondere personalmente con il proprio patrimonio, qualora il debitore non riesca (o non voglia) adempiere.
Come funziona e quando si attiva
Le banche utilizzano abitualmente modelli standard di fideiussione, che vengono sottoposti a soci, amministratori e anche familiari dei debitori, spesso senza lasciare spazio a trattative o modifiche contrattuali.
In caso di inadempimento del debitore principale, la banca può agire immediatamente contro il fideiussore, anche senza un previo tentativo di recupero nei confronti del debitore stesso.
Clausole nulle e abuso del modello ABI: le sentenze che fanno la differenza
Uno degli aspetti più rilevanti – e spesso trascurati – riguarda la validità della fideiussione. A partire dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005, confermato da successive sentenze della Corte di Cassazione (tra cui Cass. n. 29810/2017 e Cass. n. 13846/2019), è emerso che molte fideiussioni bancarie utilizzano clausole standardizzate redatte dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana), poi dichiarate contrarie alla normativa antitrust.
La giurisprudenza ha stabilito che tali clausole, se contenute in contratti redatti su moduli ABI, possono essere integralmente o parzialmente nulle, con effetti importantissimi per chi ha sottoscritto la garanzia.
Perché è fondamentale rivolgersi a uno studio specializzato
La sottoscrizione di una fideiussione può avere impatti gravissimi sulla situazione patrimoniale e finanziaria del garante. Non è raro che soggetti ignari si trovino esposti a pretese per centinaia di migliaia se non milioni di euro, spesso senza essere neppure stati informati dell’inadempimento del debitore principale.
Rivolgersi a un avvocato esperto in diritto bancario consente di:
- Verificare la legittimità del contratto di fideiussione, individuando eventuali clausole nulle;
- Opporsi a richieste di pagamento illegittime, agendo in via stragiudiziale o giudiziale;
- Chiedere la declaratoria di nullità della fideiussione, con liberazione totale o parziale del fideiussore;
- Negoziare soluzioni alternative con l’istituto bancario, quando possibile.
In molti casi, l’intervento tempestivo di un professionista ha permesso non solo di bloccare le richieste della banca, ma anche di ottenere risarcimenti o la restituzione di somme già pagate indebitamente.
Se sei fideiussore, non aspettare: verifica ora se la garanzia è valida.
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