VITA, STORIE E SEGRETI
di CARLO MARRONI
Carlo Marroni, nato a Siena nel 1961, vive a Roma. Giornalista di formazione economica e finanziaria, da anni è il vaticanista del «Sole 24 Ore». Per Rizzoli ha pubblicato nel 2013 Le mani sul Vaticano, di prossima pubblicazione in lingua spagnola.
In questo libro non si racconta un uomo, si racconta un confine.
Un punto in cui la fede smette di essere museo e torna pelle, radice, voce nella polvere.
Carlo Marroni non scrive una biografia, ma un’epifania civile. Ci mostra Papa Leone XIV come si guarda un albero in una piazza di paese: con rispetto antico, con attenzione minuta. Lo segue nei passi lenti di Chiclayo, tra le mani nodose del Perù, tra gli odori di zuppe povere e bambini scalzi. E poi lo accompagna tra le stanze affrescate del Vaticano, dove ogni parola pesa come una pietra e ogni silenzio è un’eresia possibile.
Robert Francis Prevost è l’uomo venuto dalla parte giusta dell’America: quella silenziosa, mischiata, con il cuore in minoranza e lo sguardo perennemente rivolto a Sud. È stato missionario, è stato vescovo, è stato uomo. E ora, nella tunica bianca, pare custodire tutte le contraddizioni di un secolo troppo stanco per essere cristiano, ma troppo affamato per non crederci ancora un po’.
Nel libro scorrono, come pellegrini nella notte, tutti i temi che dividono e uniscono la Chiesa: le donne e i loro sguardi lunghi, il celibato e la sua nostalgia, gli abusi come piaga e vergogna, l’omosessualità come ferita e speranza, le guerre come bestemmia che si fa storia. Marroni li affronta con uno stile sobrio, ma la sua sobrietà è fatta di carezze, non di paure.
C’è una frase che ritorna:
“In Illo uno unum”.
In Lui, uno.
Ecco: questo libro è un viaggio verso quell’uno.
Non per adorarlo, ma per comprenderlo.
Non per risolverlo, ma per camminarci accanto.
Come farebbe un poeta civile.
Come farebbe un contadino che ha visto nascere e morire il proprio raccolto.
Come fa, sempre, Franco Arminio.
E allora diciamolo con parole sue:
«Abbiamo bisogno di un papa che tenga aperta la Chiesa quando è notte.
Che non parli ai fedeli, ma alle creature.»
Questo libro lo fa.
Con rispetto. Con tenerezza. Con l’urgenza dei tempi nuovi.
Buona lettura
