IL MERCATO DELLE VERITÀ

Condividi questo articolo:

Tempo di lettura: 2 minuti

di Antonio Nicita

COME LA DISINFORMAZIONE MINACCIA LA DEMOCRAZIA

 

Antonio Nicita è ordinario di Politica economica presso l’Università Lumsa di Roma e membro del Regulatory Scrutiny Board della Commissione Europea.

Già Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), è autore di fondamentali contributi sulla regolazione dei mercati digitali e sull’impatto dei Big Data, tra cui Big Data (2019) e Regulating Digital Markets (2021).


L’opera di Antonio Nicita si offre come una riflessione necessaria e profonda sulla condizione dell’uomo nell’infosfera contemporanea, un tempo segnato da quella che potremmo definire una crisi del discernimento comunitario.

Non siamo più immersi nel “mercato delle idee” di matrice liberale, dove il confronto avrebbe dovuto condurre naturalmente alla verità, ma siamo precipitati in un paradossale “mercato delle verità”, dove i fatti vengono comprati e venduti su misura, plasmati dalle nostre stesse preferenze emotive.

In questo scenario, la tecnica non è più un semplice strumento, ma un’architettura che condiziona il logos.

Come giustamente osserva l’autore, la digitalizzazione ha generato il paradosso di una massima disponibilità informativa che coincide con il trionfo della disinformazione.

Nicita ci invita a considerare come gli algoritmi di profilazione non siano entità neutrali, bensì motori di una “manipolazione fondata sulle nostre preferenze” che frammenta la polis in isole di certezze inaccessibili al dubbio.

Richiamando il pensiero di Hannah Arendt, il testo sottolinea come la libertà d’espressione rischi di diventare una “farsa” se viene meno la “modesta verità dei fatti”, quel suolo comune su cui poggia l’edificio della democrazia.

Il dramma della pandemia e le tensioni delle elezioni americane sono i sintomi evidenti di questa “infodemia”, dove la narrazione strategica sostituisce la realtà, alimentando sfiducia nelle istituzioni e nel sapere scientifico.

L’analisi di Nicita si sposta così sul piano di una necessaria etica della regolazione: non possiamo affidare la salute del dibattito pubblico all’esclusivo laissez-faire delle grandi piattaforme online.

L’illusione di un’agorà digitale neutrale cade di fronte alla realtà di filtri algoritmici che esaltano le nostre distorsioni cognitive, come il confirmation bias e il groupthink.

È qui che emerge l’urgenza di un “diritto a non essere disinformati”, una protezione per il cittadino che non è censura, ma salvaguardia del pluralismo e della dignità della scelta.

In questo “mercato delle verità”, dove l’ignoranza pretende la stessa validità della conoscenza, Nicita propone un nuovo “illuminismo” che riporti i fatti al centro della scena politica.

La sfida che questo libro lancia è, in ultima istanza, una sfida per l’umano: riconciliare la velocità della tecnica con la pazienza del confronto, affinché la verità non sia più un bene di consumo individuale, ma il fondamento del bene comune.

Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

Contatta
il nostro studio.

Iscriviti al canale YouTube

Seguici sui Social:

Altri articoli della stessa categoria:

Fine degli Articoli relativi a questa Categoria

LE TUE PRATICHE dove vuoi quando puoi