IL RUOLO DEL GARANTE E I RISCHI LEGATI AI RAPPORTI CON LA BANCA

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⚠️ Hai firmato come garante per un prestito o altro rapporto bancario altrui e sei preoccupato per le conseguenze? Oppure la banca ti ha chiesto di fare da garante per qualcuno e non sei sicuro di cosa comporti questo impegno?

In questo articolo spiegheremo in modo chiaro e semplice chi è il garante e quali sono i rischi che assume nei rapporti con la banca. Comprendere bene questi aspetti è fondamentale sia per chi sta valutando di fare da garante, sia per chi lo è già e vuole tutelarsi al meglio.

Chi è il garante? Una figura, diverse forme di garanzia.

Il garante è, in termini generali, la persona che si impegna a garantire un’obbligazione altrui. In altre parole, il garante promette al creditore (ad esempio una banca) che pagherà lui il debito se il debitore principale non dovesse farlo. L’art. 1936 c.c. definisce, infatti, il fideiussore (una forma tipica di garante) come colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui.

Quando parliamo di “garante” ci riferiamo, dunque, a una figura di carattere generale, che può concretizzarsi attraverso diversi strumenti giuridici di garanzia personale o reale. Soffermandoci sulle prime, le principali forme di garanzia personale sono:

  • La fideiussione – È la forma più comune e tradizionale di garanzia personale, espressamente disciplinata dal Codice Civile. Con la fideiussione una persona (il fideiussore, appunto) si obbliga verso il creditore a garantire un debito altrui. È un contratto accessorio al rapporto principale: il garante si affianca al debitore e si assume responsabilità in caso di inadempimento di quest’ultimo.
  • Il contratto autonomo di garanzia – È una forma di garanzia atipica, spesso utilizzata in ambito commerciale e bancario per operazioni di maggiore importanza. A differenza della fideiussione, questa garanzia è autonoma rispetto al debito principale: il garante si impegna a pagare a semplice richiesta del creditore, senza poter opporre eccezioni relative al rapporto principale.
  • L’avallo – È la garanzia tipica dei titoli di credito (come le cambiali o i pagherò cambiari). Chi firma un avallo, l’avallante, garantisce il pagamento di un titolo di credito insieme a un altro obbligato (di solito l’emittente del titolo). Pur avendo caratteristiche peculiari, l’avallo svolge anch’esso la funzione di garanzia personale, perché l’avallante risponde con il proprio patrimonio se il titolo non viene pagato dal debitore principale.

 

Al di là delle differenze tecniche, in tutti i casi il garante offre al creditore una sicurezza aggiuntiva. In questo modo, infatti, il creditore ha un altro soggetto a cui chiedere il pagamento, oltre (o in alternativa) al debitore principale.

La garanzia personale in ambito bancario: come funziona?

Nel rapporto con le banche, la figura del garante è molto frequente. Quando una persona (o un’azienda) richiede un finanziamento significativo, la banca può giudicare che il richiedente da solo non offra garanzie sufficienti di restituzione. In questi casi, l’istituto tutela il proprio credito chiedendo una garanzia aggiuntiva: spesso una garanzia personale prestata da un terzo fidato, ossia un garante.

Fare da garante di un mutuo o di un affidamento bancario significa firmare un contratto di fideiussione (o altro contratto di garanzia) in favore della banca, in cui ci si obbliga a pagare i debiti del cliente principale nel caso in cui questi non li paghi regolarmente. Di solito, il garante firma la documentazione contestualmente al debitore principale, oppure sottoscrive un atto separato di garanzia collegato al contratto di finanziamento.

I contratti di garanzia predisposti dalle banche contengono, spesso, varie clausole che delimitano e regolano l’obbligo del garante. Ad esempio, quasi sempre il garante rinuncia al beneficio della preventiva escussione e accetta la responsabilità solidale immediata. Inoltre, può essere prevista la estensione della garanzia anche a eventuali proroghe, novazioni o riconoscimenti di debito, in modo che il garante resti obbligato anche se le condizioni del finanziamento cambiano.

In sintesi, quando accetti di fare da garante per qualcuno presso una banca, stai fornendo alla banca una tutela in più. Dal punto di vista dell’istituito creditore, grazie alla tua firma avrà una doppia possibilità di recuperare il denaro: potrà rivolgersi al debitore principale o a te garante, a seconda della convenienza o di chi risulti più solvibile. Questo meccanismo offre sicurezza alla banca, ma comporta notevoli rischi per il garante.

I principali rischi per il garante nei confronti della banca.

Diventare garante di un debito bancario è un gesto generoso verso il debitore principale (che sia un familiare, un amico o un socio d’affari), ma comporta rischi molto seri. Spesso chi firma una fideiussione lo fa con leggerezza o per fiducia nella persona che ha chiesto il prestito, senza rendersi pienamente conto delle possibili conseguenze.

Di seguito esaminiamo i rischi e le responsabilità principali che un garante si assume verso la banca creditrice:

  • Obbligo di pagare integralmente il debito altrui: il rischio più evidente è di dover pagare al posto del debitore principale. Se quest’ultimo non paga anche solo una rata del mutuo o manchi di rientrare della somma utilizzata a titolo di apertura di credito, la banca può chiedere a te, in qualità di garante, di saldare l’intero importo dovuto. Ciò include il capitale residuo non restituito, gli interessi maturati e le eventuali spese di mora o legali. In pratica, potresti trovarti a dover rimborsare un debito non tuo, magari di decine o centinaia di migliaia di euro, solo perché hai garantito con la tua firma.
  • Responsabilità solidale con il debitore principale: nella maggior parte dei casi, la fideiussione bancaria è prestata in solido con il debitore. Responsabilità solidale significa che creditore può rivolgersi indifferentemente al debitore o al garante per ottenere il pagamento, come se entrambi fossero co-obbligati per lo stesso debito. Non si tratta di un’obbligazione “di riserva” o parziale, ma di un impegno pari a quello del debitore. Questo comporta che la banca può legalmente scegliere di escutere direttamente te garante senza dover suddividere il debito tra le parti. Debitore principale e garante sono entrambi obbligati per l’intero, fino a completa estinzione di quanto dovuto. Per il garante, la solidarietà significa anche che eventuali vicende sul debitore (ad esempio il fallimento o procedure di insolvenza) non lo proteggono: la banca potrà comunque agire nei suoi confronti per il dovuto.
  • Possibilità di essere escusso per primo dalla banca: molti pensano che il garante paghi solo se “il debitore non paga”, immaginando magari che la banca debba prima perseguitare il debitore principale e solo in un secondo momento chiamare in causa il garante. In realtà, spesso il garante può essere chiamato a pagare per primo, immediatamente dopo l’inadempimento del debitore, se non addirittura al posto del debitore sin dal principio. Ciò avviene perché quasi tutte le garanzie bancarie prevedono la rinuncia al beneficio della preventiva escussione, ossia quel meccanismo che obbligherebbe il creditore a escutere prima i beni del debitore principale. Rinunciando a questo beneficio nel contratto, il garante accetta che la banca possa rivolgersi direttamente a lui non appena c’è un mancato pagamento.
  • Segnalazioni nelle banche dati creditizie (Centrale Rischi, CRIF, ecc.): se né il debitore né tu come garante riuscite a pagare, il tuo nome può essere segnalato come “cattivo pagatore”. Ciò rende poi difficile ottenere credito in futuro per te stesso, perché risulterai inadempiente per quella obbligazione. In sostanza, il ruolo di garante può influire negativamente sia sul tuo patrimonio sia sulla tua reputazione creditizia.

Questi sono i principali rischi che un garante corre nei confronti della banca. In poche parole, fare da garante espone quasi agli stessi rischi del contrarre personalmente il debito, con la differenza psicologica (ma non giuridica) che si tratta del debito di un altro. Purtroppo, in caso di insolvenza del debitore, la distinzione svanisce: per la banca tu sei il debitore alternativo su cui rivalersi.

Molti garanti scoprono troppo tardi la portata del proprio impegno, ritrovandosi a dover affrontare richieste di pagamento improvvise o azioni legali inaspettate. È quindi cruciale, prima di firmare una fideiussione, essere pienamente consapevoli di questi rischi e valutare se si è veramente in grado di farvi fronte nel peggiore dei casi.

Il diritto di regresso: i rapporti tra garante e debitore principale.

Abbiamo chiarito che verso la banca il garante ha obblighi molto stringenti. Ma cosa succede nei rapporti interni tra garante e debitore?

Immaginiamo che, a seguito dell’inadempimento del debitore principale, tu abbia effettivamente pagato alla banca una certa somma come garante (ad esempio, hai dovuto coprire alcune rate arretrate, o l’intero debito residuo). In questa situazione, la legge tutela il garante riconoscendogli il diritto di regresso verso il debitore principale.

Dal punto di vista pratico, questo significa che se hai pagato al posto del debitore, puoi chiedergli i soldi indietro. Puoi anche, se necessario, agire legalmente contro di lui (proprio come la banca ha fatto con te) per recuperare le somme.

Tuttavia, è importante essere realistici: molto spesso il debitore principale è insolvente o in difficoltà economica (era questo il motivo per cui la banca è venuta da te). Dunque, pur avendo sulla carta il diritto di regresso, potrebbe non essere facile ottenere concretamente il rimborso. Se il debitore non ha beni aggredibili o è nullatenente, il tuo diritto rischia di restare teorico.

Conclusioni: essere garante è un impegno serio, ma con le giuste cautele puoi tutelarti.

Il ruolo del garante nei rapporti con la banca, come abbiamo visto, è tutt’altro che una formalità: è un impegno pesante e carico di responsabilità, che può avere ripercussioni importanti sul patrimonio personale e sulla serenità economica di chi lo assume. Ciò non significa che non si debba mai accettare di fare da garante – in certe situazioni aiutare la propria società o sostenere un familiare in difficoltà, sono scelte comprensibili – ma deve essere una decisione presa con piena consapevolezza dei rischi e possibilmente con alcune cautele.

Ricorda: fare da garante è un atto di fiducia, ma non bisogna mai perdere di vista la tutela di se stessi. Con consapevolezza, informazioni corrette e il giusto supporto, è possibile aiutare il debitore principale minimizzando i rischi di finire in serie difficoltà.

Se anche tu ti ritrovi (o ti ritroverai in futuro) in questa situazione e vuoi comprendere meglio la tua posizione, i rischi specifici e le soluzioni a tua disposizione, non esitare a contattarci.

Il nostro studio legale offre consulenze personalizzate per i garanti, analizzando i contratti di fideiussione e assistendoti nei rapporti con la banca. Ti aiuteremo a proteggere i tuoi interessi e a trovare la strategia migliore per gestire la tua posizione di garante, con competenza e serenità.

 

Avv. Alessandra de Benedittis

 

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