FAKE SOCIAL PROOF: RECENSIONI E TESTIMONIANZE FALSE

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Oramai si sa: il processo d’acquisto, di qualsiasi acquisto, è cambiato rispetto pochi anni fa.

Oggi, prima di andare da un professionista o di acquistare un qualsiasi prodotto o servizio ci si rivolge prima alla rete Internet, manco fosse la verità infusa sulle qualità del professionista, del prodotto o servizio.

Bene inteso, talvolta lo è dato che proliferano i siti nei quali i consumatori possono inserire recensioni e quindi rappresentare le proprie esperienze di vita.

Questo contribuisce non poco a creare l’opinione edetermina, sempre più, il successo o il fallimento di attività e produzioni.

Di qui il passaggio alla creazione di recensioni-fake è stato breve.

 

Cosa intendiamo per “Fake Social Proof”?

Visto che il processo d’acquisto passa dal web ed il web, per la stragrande maggioranza degli utenti, sono i social network ma anche le “testimonianze” trovate su un sito di recensioni oppure sulla stessa pagina di vendita (non c’è pagina di ecommerce dove non vi siano recensioni sugli acquisti che appaiono scritte da già clienti), qualche buontempone d’imprenditore ha pensato bene di posizionare, lì proprio alla mercè dei lettori-consumatori, testimonianze straordinarie sui propri prodotti o servizi.

Perché? Semplice, gli umani sono animali sociali. Chi non si fida di un passaparola benevolo verso un professionista? “Ah quanto è bravo quell’avvocato! Mi ha fatto ottenere un risarcimento stratosferico” oppure “Vai a quel gommista, ha prezzi ottimi” e così discorrendo. Siamo sempre alla ricerca di “riprove sociali”.

Si tratta di un concetto psicologico che descrive la tendenza delle persone a conformarsi alle opinioni e ai comportamenti degli altri, soprattutto quando ci troviamo in situazioni incerte o ambigue. In sostanza, tendiamo a fare ciò che fanno gli altri perché riteniamo che il comportamento della maggioranza sia, per definizione, corretto.

In altre parole, se vediamo che molte persone fanno o pensano qualcosa, siamo più propensi a fare o pensare lo stesso.

Siamo indecisi se procedere o meno ad un acquisto? Leggiamo le “riprove sociali” e puff, acquistiamo. Vediamo due ristoranti uno accanto all’altro: uno pieno di persone, l’altro pressocché vuoto. Dove deciderà di entrare la maggioranza assoluta di persone?

 

Il Fake Social Proof: Le Conseguenze Legali che Non Ti Aspetti

Quindi le recensioni o le testimonianze online rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i consumatori nel momento di decidere cosa acquistare.

Ma attenzione! La manipolazione di questi giudizi può avere effetti devastanti, non solo sulla credibilità delle piattaforme di e-commerce, ma anche sulla competitività del mercato.

Un recente caso di cronaca ha portato alla luce la questione delle recensioni false, mostrando quali potrebbero essere le ripercussioni legali per chi decide di intraprendere questa strada.

Un’importante sentenza del Tribunale civile di Milano ha portato alla chiusura del sito RealReviews.it, un sito che offriva recensioni ingannevoli su prodotti venduti su Amazon, dietro un compenso.

Chiunque volesse promuovere un proprio prodotto o danneggiare un concorrente poteva facilmente acquistare recensioni false, creando un vero e proprio mercato parallelo.

I gestori di questo sito sono stati accusati di concorrenza sleale, poiché le loro azioni non solo violavano le politiche di Amazon, ma minavano anche la fiducia dei consumatori e l’integrità del mercato.

Non è solo il sito a rischiare ma anche i venditori che si avvalgono di recensioni manipolate, trovandosi a dover affrontare le stesse conseguenze legali.

Amazon, vittima di queste pratiche scorrette, ha avviato azioni legali supportate da prove raccolte da un’agenzia investigativa, dimostrando quanto fosse semplice diventare un recensore fasullo.

Gli “autori” di queste recensioni dovevano semplicemente acquistare prodotti e scrivere giudizi senza alcuna reale esperienza d’uso, per poi ottenere un rimborso.

Questa frode non solo favoriva chi gestiva RealReviews.it ma creava anche un danno significativo alla fiducia dei consumatori.

Il giudice ha riconosciuto la gravità della situazione, accogliendo le richieste di Amazon e imponendo sanzioni pecuniarie.

Tuttavia, la richiesta di pubblicare i nomi dei recensori e le loro recensioni false è stata respinta ma potrebbe essere riesaminata in seguito.

In aggiunta, la Procura della Repubblica di Milano ha avviato indagini su RealReviews.it e il suo coinvolgimento in una rete di recensori falsi, estendendo le indagini anche a siti e gruppi social in Spagna. Perché tutto il mondo è paese ed il problema delle recensioni false non conosce confini.

La posizione di Amazon trova sostegno anche nelle nuove normative europee sulla tutela dei consumatori, in particolare nella Direttiva (UE) 2019/2161, recepita in Italia con il D.Lgs. 26/2023.

Questa legislazione stabilisce che il gestore di un servizio logistico è responsabile se omette informazioni vitali per i consumatori, inducendoli a prendere decisioni di acquisto errate.

La direttiva sottolinea anche l’importanza di garantire la veridicità delle recensioni, imponendo ai professionisti di assicurarsi che queste provengano da consumatori reali.

Di conseguenza, si richiede un obbligo di verifica per evitare che recensioni false danneggino la reputazione dei prodotti.

Attualmente, non esistono sanzioni specifiche per chi scrive recensioni false ma chi le acquista o le commissiona rischia di incorrere in accuse di concorrenza sleale e truffa in commercio.

Di fatto questo caso mette in evidenza come le recensioni false online non siano solo una questione etica ma un vero e proprio problema legale, con implicazioni significative per tutti gli attori coinvolti.

La lezione è chiara: la trasparenza e l’autenticità sono fondamentali per mantenere la fiducia nel mercato!

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