D.Lgs. 27 marzo 2026, n. 47 — Attuazione della Legge n. 21/2024
(Legge Capitali)
Il nuovo TUF somiglia a una città che decide di diventare più leggera: meno barriere all’ingresso, meno formalità, più inviti rivolti a chi resta fuori. L’idea è semplice e, in fondo, seducente: se il mercato è troppo complesso, nessuno entra; allora si semplifica, si alleggerisce, si prova a rendere il diritto quasi trasparente. Nasce così un diritto che distingue, che accoglie in modo diverso chi si affaccia per la prima volta, come se dicesse agli emittenti: entra, poi ci penseremo.
Ma ogni semplificazione è una scelta, e ogni scelta lascia qualcosa indietro. Le informazioni si riducono, le forme si fanno più elastiche, la governance si piega all’esigenza di attrarre capitale. Sullo sfondo, l’Europa traccia una direzione, ma non sempre chiarisce se sia un vincolo o una convinzione. E intanto restano i silenzi, che nel diritto pesano più delle parole: quale spazio per le minoranze? quale equilibrio tra apertura e controllo?
Il nuovo TUF non è un sistema compiuto, è un cantiere. Promette efficienza, ma chiede fiducia. E la fiducia, nei mercati, non nasce dalla leggerezza delle regole, bensì dalla loro coerenza. È qui che la riforma si gioca davvero: non in ciò che semplifica, ma in ciò che, senza dirlo, ridefinisce.
Ne scrive su Filodiritto il nostro Avv. Vincenzo Candido Renna leggibile qui: https://www.filodiritto.com/il-nuovo-tuf-una-riforma-tra-ambizioni-europee-silenzi-pericolosi-e-domande-senza-risposta
Il Team Leader Area Compliance di Renna Studio Legale Avv. Vincenzo Candido Renna
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