QFWFQ E I FIGLI DEL CODICE (ARTICOLO SU FILODIRITTO)

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«All’epoca in cui le macchine avevano imparato a parlare di anima prima ancora di capire il silenzio»

avrebbe detto Qfwfq — gli umani iniziarono a chiedersi se il codice potesse diventare figlio.

Da questa domanda, emersa realmente durante un incontro organizzato da Anthropic nel 2024, nasce il mio nuovo contributo:
“Qfwfq e i figli del codice”.

Ho provato a guardare l’intelligenza artificiale con gli occhi di Calvino: da lontano, con ironia cosmica, ma senza smettere di prendere sul serio ciò che ci sta accadendo.

Perché la vera questione non è se l’IA abbia un’anima.
La vera questione è se noi riusciremo a custodire la nostra.

Nel testo attraverso:

l’algocrazia di Paolo Benanti;
la “Documanità” di Maurizio Ferraris;
l’AI Act europeo e la nuova legge italiana sull’IA;
il rapporto tra diritto, teologia e dignità della persona.
La tesi è semplice, ma decisiva:
l’intelligenza artificiale non è un figlio. È un’opera.
Uno specchio documentale dell’umano, costruito con le nostre tracce, i nostri linguaggi, i nostri desideri e persino i nostri pregiudizi.

E forse il compito del diritto, oggi, è proprio questo: impedire che la perfezione statistica delle macchine cancelli il mistero fragile del giudicare umano.

📖 L’articolo completo è qui:
https://www.filodiritto.com/qfwfq-e-i-figli-del-codice

 

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