Apologia di mafia e istigazione a delinquere: una riflessione attuale tra libertà di espressione, ordine pubblico e sfide digitali
E’ pubblicato su Filodiritto un nuovo contributo dell’Avv. Vincenzo Candido Renna dedicato a un tema di grande attualità e forte impatto giuridico e culturale: l’apologia di mafia e l’istigazione a delinquere, nel delicato equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero e tutela dell’ordine pubblico.
https://www.filodiritto.com/apologia-di-mafia-e-istigazione-delinquere
L’approfondimento affronta una questione tanto complessa quanto urgente: dove si colloca, oggi, il confine tra espressione del pensiero e condotta penalmente rilevante, soprattutto quando il riferimento riguarda la criminalità organizzata di tipo mafioso?
Il tema non è solo teorico. La riflessione prende le mosse dall’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia, soffermandosi sul ruolo dell’art. 414 c.p., sulle sue due principali direttrici — istigazione a delinquere e apologia di reato — e sulle più recenti proposte di riforma che mirano a colpire in modo più specifico le forme di esaltazione pubblica della mafia.
L’articolo offre al lettore una chiave di lettura ampia e rigorosa, che intreccia:
- profili di diritto penale sostanziale;
- principi costituzionali, con particolare attenzione all’art. 21 Cost.;
- diritto comparato;
- nuove problematiche poste dall’ambiente digitale e dai social media.
Uno degli aspetti più stimolanti dell’analisi riguarda proprio il rischio di un’estensione eccessiva della sanzione penale, laddove il contrasto a fenomeni di propaganda o esaltazione mafiosa potrebbe interferire con spazi fondamentali di libertà, inclusi quelli della narrazione, dell’informazione, dell’arte e della critica sociale.
Il contributo invita inoltre a riflettere su un dato ormai evidente: la costruzione del consenso mafioso non passa soltanto attraverso la forza intimidatrice, ma anche attraverso linguaggi, simboli, rappresentazioni e strumenti digitali capaci di incidere sull’immaginario collettivo, soprattutto tra i più giovani. È qui che il diritto è chiamato a misurarsi con scenari nuovi, nei quali la repressione penale incontra limiti, potenzialità e inevitabili tensioni interpretative.
Senza anticiparne integralmente gli snodi argomentativi, il lavoro dell’Avv. Renna propone un’analisi approfondita e critica, utile non solo agli operatori del diritto, ma anche a chiunque voglia comprendere meglio come l’ordinamento si confronti con il mutare delle forme espressive e comunicative legate a fenomeni criminali di particolare allarme sociale.
Per leggere l’articolo completo, è possibile consultarlo direttamente su Filodiritto oppure, per chi preferisse la versione in PDF, tramite l’allegato disponibile qui:
Un contributo pensato per offrire strumenti di comprensione seri e attuali su un tema che interroga il diritto, la società e la cultura: vi invitiamo a leggerlo.
