Nel tempo della rivoluzione digitale
di MIRKO GRASSO e MARIO NANNI
Mario Nanni, giornalista parlamentare, già caporedattore del servizio politico dell’Ansa attualmente direttore di Beemagazine, nonché scrittore, suoi: Lessico parlamentare in Dizionario della comunicazione (1995); il Curioso Giornalista, (2018); Il caso Moro, in Passi perduti (2018), “Parlamento Sotterraneo – Miserie e nobiltà scene e figure di ieri e di oggi (2020), Sulla Giostra della memoria (2021), Il Caso Becciu (2024).
Mirko Grasso è un docente e storico italiano, oltre alla letteratura scientifica ha pubblicato molti volumi tra cui: “Pasolini e il Sud” (2004), “Scoprire l’Italia. Inchieste e documentari degli anni Cinquanta” (2007), “Gaetano Salvemini. L’uomo, il politico, lo storico” (2007), “Ernesto Rossi e il Sud Italia nel primo dopoguerra” (2012), “Costruire la democrazia. Umberto Zanotti Bianco tra meridionalismo ed europeismo” (2015), “Mussolini diplomatico di Salvemini” (2017), “Il fascismo tra demagogia e consenso. Scritti 1922-1924” (2020), un’edizione critica degli scritti di Matteotti, “Diario del 1947 di Salvemini” (2023).
“Le Due Culture“, pubblicato da Edizioni Milella, si presenta come un affascinante viaggio alla scoperta del rapporto tra umanesimo e scienza nell’era digitale. Mario Nanni, direttore della rivista «beemagazine», ha orchestrato una polifonia di voci autorevoli per interrogarsi su una questione tanto antica quanto attuale: la presunta separazione tra sapere umanistico e scientifico.
Il volume nasce da un dibattito online ispirato dal compianto papirologo Mario Capasso, trasformato grazie alla visione di Nanni e all’importante contributo di Mirko Grasso in un’opera che supera la mera raccolta di saggi per diventare un vero laboratorio di idee. Grasso, nella sua illuminante introduzione, ci guida attraverso la storia di questa separazione, mostrandoci come solo recentemente, tra Otto e Novecento, ciò che per millenni era stato un sapere unitario si sia frammentato in specializzazioni sempre più distanti.
Ciò che rende questo libro particolarmente rilevante è la sua attualità. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale e dei social media, la tradizionale opposizione tra “due culture” appare superata da nuove sfide. Come sottolinea Giuseppe De Rita in una conversazione con Nanni, potremmo oggi trovarci di fronte a una “terza cultura”, quella dell’opinione digitale, che rischia di soppiantare tanto il rigore scientifico quanto la profondità umanistica.
Il contributo del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi rappresenta uno dei momenti più alti del volume. Collocato strategicamente a chiusura dell’opera, il suo intervento su “Asimmetria, dialogo e divulgazione” mostra come uno scienziato di fama mondiale possa essere profondamente radicato anche nella cultura umanistica. Parisi non solo condivide la sua personale familiarità con ambienti letterari, ma evidenzia l’urgenza di costruire ponti tra i saperi per contrastare le crescenti tendenze anti-scientifiche nella società contemporanea. La sua testimonianza incarnata di questa integrazione possibile conferisce credibilità all’intero progetto del volume.
Altrettanto significativa è la riflessione del Cardinale Fernando Filoni sul “dialogo metastorico” tra fede, cultura e scienza. Il suo contributo arricchisce il dibattito introducendo una dimensione spirituale spesso trascurata nelle discussioni sulle “due culture”. Filoni propone di considerare fede, cultura e scienza come un “trinomio” inscindibile per comprendere pienamente l’esperienza umana. Questa prospettiva aggiunge profondità al dibattito, ricordandoci che la questione delle “due culture” non è solo epistemologica ma tocca le radici stesse della nostra comprensione dell’umano.
Il volume non si limita a diagnosticare il problema, ma propone vie di dialogo e riconciliazione. La matematica viene indicata come possibile “ponte” tra i saperi, mentre figure come Italo Calvino dimostrano quanto fecondo possa essere l’incontro tra immaginazione artistica e pensiero scientifico.
Ciò che emerge con chiarezza è che di fronte alle grandi sfide contemporanee – dal cambiamento climatico alle questioni etiche sollevate dalle nuove tecnologie – abbiamo bisogno non di compartimenti stagni, ma di un “nuovo umanesimo” capace di integrare prospettive diverse. Come ci ricorda Fabio Pollice, la vera contrapposizione oggi non è tra cultura umanistica e scientifica, ma tra cultura e tecnologia guidata da interessi puramente economici.
“Le Due Culture” si rivela così non solo un prezioso strumento di riflessione per accademici, ma anche una guida accessibile per giovani studenti chiamati a orientarsi in un panorama formativo sempre più frammentato. Con un linguaggio chiaro e stimolante, Nanni e i suoi collaboratori ci invitano a superare steccati anacronistici per riscoprire l’unitarietà profonda del sapere umano – un messaggio quanto mai necessario in un’epoca dove la complessità richiede sguardi ampi e integrati.
Un libro che non offre risposte definitive, ma apre spazi di dialogo e ci ricorda che, al di là delle specializzazioni, esiste un’unica cultura: quella umana, nella sua meravigliosa e necessaria complessità.
Buona lettura.
