di Brunella Bolloli e Rita Cavallaro
L’INCHIESTA SUI DOSSIER DELL’ANTIMAFIA
PREFAZIONE DI TOMMASO CERNO
Brunella Bolloli è una giornalista italiana nota per il suo lavoro presso il quotidiano Libero, dove è impiegata dal 2001. Attualmente ricopre il ruolo di Vice Capo della Redazione Interna/Politica presso EDITORIALE LIBERO S.R.L., posizione che ha assunto nel febbraio 2021. La carriera di Bolloli è iniziata dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e un Master in Relazioni Internazionali all’ISPI di Milano.
Rita Cavallaro è redattrice per Il Tempo e per il quotidiano L’Identità, diretto da Tommaso Cerno. Si occupa anche di cronaca nera e delitti per il settimanale Giallo. La sua esperienza nel settore le ha permesso di diventare una figura riconosciuta nel panorama giornalistico italiano. Autrice di: “Oltre l’indizio” (2017), 22 gradini per l’Inferno (2019), Senza prove (2022)
Il testo tratta di un’inchiesta su un presunto giro di spionaggio interno alla Direzione Nazionale Antimafia (DNA), con un finanziere, Pasquale Striano, accusato di aver effettuato migliaia di accessi illegali a banche dati riservate, condividendo informazioni con giornalisti di Domani.
L’inchiesta si estende a indagini su politici, VIP e persino il Vaticano, sollevando questioni sulla protezione dei dati, l’etica del giornalismo e possibili mandanti politici.
Le dichiarazioni contrastanti di Striano e il PM Laudati, coinvolto nello scandalo, aggiungono complessità all’indagine, che ha già portato ad un acceso dibattito pubblico e politico.
Emergono dubbi sulla responsabilità individuale o la presenza di una rete più ampia coinvolta nel dossieraggio.
Questo libro, intitolato “Il «verminaio»”, promette di far luce su un inquietante sistema di dossieraggio all’interno dell’Antimafia italiana.
Le giornaliste Brunella Bolloli e Rita Cavallaro conducono un’indagine approfondita su una rete di spionaggio che avrebbe colpito figure di spicco del panorama politico italiano, tra cui Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.
Il fulcro del libro è l’inchiesta della Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone, focalizzata su Pasquale Striano, un luogotenente della Guardia di Finanza, **e Antonio Laudati**, un magistrato antimafia.
Striano è accusato di aver effettuato migliaia di accessi abusivi alle banche dati dell’Antimafia, estraendo informazioni sensibili su politici, giornalisti e persino figure del Vaticano.
Laudati, suo superiore, avrebbe ordinato e utilizzato questi dossier per scopi poco chiari, alimentando sospetti di un sistema di dossieraggio ben orchestrato.
Il libro ricostruisce meticolosamente la vicenda del “dossier Crosetto”, il ministro della Difesa che presentò un esposto dopo la pubblicazione di un articolo su Domani che rivelava i suoi compensi da Leonardo.
L’indagine, inizialmente focalizzata sulla fuga di notizie, si è trasformata in un caso ben più ampio, portando alla luce un sistema di spionaggio che si estendeva ben oltre il caso specifico.
L’opera mette in luce le falle del sistema di sicurezza delle banche dati dell’Antimafia, evidenziando come informazioni riservate siano finite nelle mani di giornalisti, alimentando un sistema di scambio di favori e informazioni che mette in discussione l’integrità stessa dell’istituzione.
Il libro offre un’analisi dettagliata dei casi di dossieraggio che hanno coinvolto la Lega di Matteo Salvini, rivelando come dossier costruiti ad hoc siano stati utilizzati per screditare il partito e i suoi esponenti.
Vengono inoltre svelati i retroscena del “dossier Quirinale” contro Silvio Berlusconi, un’operazione di spionaggio che avrebbe influenzato la corsa del leader di Forza Italia alla Presidenza della Repubblica.
Le autrici non si limitano a denunciare il sistema di spionaggio, ma sollevano interrogativi cruciali sui mandanti e sui beneficiari di questo sistema.
Emerge la figura di Federico Cafiero De Raho, ex capo dell’Antimafia e attuale deputato del Movimento 5 Stelle, il cui ruolo nella vicenda appare ambiguo.
Il libro si conclude con un appello alla verità e alla trasparenza, sottolineando l’urgenza di individuare i responsabili del sistema di dossieraggio e di ripristinare la credibilità delle istituzioni.
In conclusione, “Il «verminaio»” è un libro-inchiesta che scava nelle profondità oscure del potere, svelando un sistema di spionaggio che minaccia la democrazia e lo stato di diritto in Italia.
Un’opera che suscita interrogativi inquietanti e sollecita una profonda riflessione sul ruolo dell’informazione e sull’integrità delle istituzioni.
Buona lettura.
