IL MERITO, IL BISOGNO E IL GRANDE TUMULTO

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di CLAUDIO MARTELLI

Claudio Martelli è una figura di spicco nella politica e cultura italiana. Ha insegnato Filosofia all’Università Statale e, negli anni ’80, è stato vicesegretario del Partito Socialista Italiano (PSI), considerato il “delfino” di Bettino Craxi. La sua carriera politica lo ha visto ricoprire incarichi come deputato italiano ed europeo, Vicepresidente del Consiglio e Ministro della Giustizia. In quest’ultimo ruolo, ha collaborato con Giovanni Falcone, con cui ha varato importanti leggi antimafia.

Martelli è noto per aver promosso, insieme ai radicali, i referendum sulla “giustizia giusta” e sul nucleare. Ha sempre sostenuto l’integrazione degli immigrati e i diritti dei rifugiati, promuovendo iniziative come la legge sull’immigrazione, l’associazione Opera e, dal 2010, Lookout – la prima web tv multiculturale. È anche giornalista, autore e conduttore televisivo, vivendo e lavorando tra Roma, Milano e Berlino. Tra le sue opere recenti figurano L’antipatico. Bettino Craxi e la Grande Coalizione (2020), Vita e persecuzione di Giovanni Falcone (2022) e una nuova edizione di Ricordati di vivere (2023).

 

Il merito, il bisogno e il grande tumulto

Quarant’anni dopo aver coniato la formula “Il merito e il bisogno” alla conferenza di Rimini del 1982, Claudio Martelli torna su quelle due coordinate con la precisione di chi rivisita una mappa ancora utile per territori inesplorati.

Il libro nasce dalla constatazione che il paesaggio sociale italiano, malgrado le apparenze, non è poi così cambiato: i giovani laureati continuano a emigrare e la povertà assoluta continua a crescere.

 

Due principi, una alleanza

Martelli disegna il merito non come privilegio ereditario, ma come “capacità dimostrata” – un congegno fatto di intelligenza, abilità e volontà che rimette in moto l’ascensore sociale.

È la migliore alternativa al principio dinastico, sostiene, respingendo le “paradossali invettive contro la tirannia del merito” con l’eleganza di chi ha attraversato decenni di dibattito politico.

Il bisogno, dall’altra parte, non è solo povertà economica ma quella “miseria perfetta” che Milton chiamava dolore.

Dal dolore nasce la solidarietà, dalla solidarietà la liberazione: una sequenza che Martelli riconosce nel DNA del movimento operaio e che oggi richiede “investimenti massicci nell’istruzione e politiche inclusive” capaci di trasformare il bisogno in capacità acquisita.

 

L’alleanza necessaria

Il cuore del libro è l’idea che un riformismo moderno debba nascere dall’alleanza tra “chi può agire” e “chi deve agire per cambiare la propria condizione”.

Un’alleanza che impedisce al riformismo di scivolare nella tecnocrazia o nell’assistenzialismo. Martelli propone un “socialismo liberale” – non fusione di dottrine, ma convivenza di principi che coniughino libertà e giustizia.

 

Il grande tumulto

L’autore attraversa con sguardo lucido i mali del nostro tempo: l'”ignorantamento” della cultura media, la banalizzazione del dibattito pubblico, la “tirannia del denaro”, la crisi della democrazia liberale.

L’Europa, intrappolata tra la “rinazionalizzazione delle politiche” e il ritardo tecnologico, deve trovare una propria via tra giganti come Stati Uniti e Cina.

Eppure, in questo “labirinto di paure e conflitti”, Martelli non cede al pessimismo.

La politica democratica, ricorda, esiste per “sicurezza, libertà e solidarietà” – e la sinistra democratica per migliorare “le condizioni di partenza” dei più.

 

Una bussola per il presente

Il merito, il bisogno e il grande tumulto non è archeologia politica ma manifesto per il presente.

Con la precisione dell’esperienza e la leggerezza di chi sa guardare oltre le rigidità ideologiche, Martelli offre una bussola pragmatica per governare il cambiamento senza soccombere.

Un libro che invita a riscoprire il buon senso nell’azione politica – virtù rara, tanto più preziosa.

 

Buona lettura.

Vincenzo Candido Renna

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