di Isabel Allende
IL GIOCO DI RIPPER
È una delle autrici latinoamericane di maggior successo al mondo. Ha scritto romanzi basati sulle sue esperienze di vita, sul femminismo e sulla ribellione alla struttura patriarcale della società, un sentimento che l’ha portata a schierarsi, nel tempo, sempre a favore dei più deboli e degli emarginati. Ha partecipato a molti tour mondiali per promuovere i suoi libri e ha insegnato letteratura in vari college statunitensi.
Il suo primo romanzo giallo è intitolato “Il gioco di Ripper”, pubblicato nel 2013.
Ambientato nella California contemporanea il romanzo è incentrato sulle avventure di Indiana e Amanda Jackson, madre e figlia, due personalità molto diverse a confronto.
Amanda è una ragazza fuori dall’ordinario dotata di un particolare intuito, è attratta dai risvolti oscuri dell’animo umano, con una forte passione per l’investigazione e i killer seriali, vive un rapporto di affetto e complicità con il nonno materno, con cui condivide la passione per Ripper.
Indiana è una giovane donna, divorziata da anni da Bob Martin, padre di Amanda e ispettore capo della sezione omicidi di San Francisco, si guadagna da vivere facendo la massaggiatrice in una clinica olistica. Altruista, ingenua, è una donna affascinante e di bell’aspetto, circondata da un’aurea esoterica, è sempre pronta a trovare il buono nelle persone.
Sullo sfondo delle loro vite si muove Ripper, un gioco di società on-line ambientato nella Londra di Jack lo squartatore, cui partecipano sei utenti molto diversi e distanti tra loro.
Ma, quando a San Francisco iniziano a susseguirsi strani omicidi che, all’apparenza, non sembrano collegati fra loro, Amanda, attratta dai meccanismi perversi messi a punto nei delitti, decide, di comune accordo con gli altri giocatori, di cambiare lo scenario virtuale e di spostare l’ambientazione nella metropoli per poter indagare da vicino questi crimini.
Improvvisamente e misteriosamente Indiana scompare. Individuare il colpevole, per la perspicace Amanda, diviene questione di vita o di morte.
Un romanzo thriller da leggere tutto d’un fiato, il lettore non può che restare incollato alle pagine soprattutto nella seconda parte in cui il ritmo viene accelerato e si giunge ad una conclusione davvero sconcertante.
Il linguaggio usato è molto semplice e scorrevole; la struttura lineare del racconto viene frammentata dai diversi flashback che approfondiscono la personalità dei vari personaggi e i loro sentimenti.
Anche in quest’opera, le donne di Isabel Allende seppur diverse l’una dall’altra sono collegate da un filo rosso: sono, soprattutto, “belle dentro” e ognuna di loro mette in luce le forze e le debolezze di un ideale femminile che condivido a pieno. Indipendenza, consapevolezza di sé, amore ed accettazione della femminilità.
Il fil rouge si snoda in tutto il romanzo giallo di notevole qualità che presenta una trama e una conclusione decisamente originale.
Buona Lettura.
