di FRANCESCO BELLOMO
Francesco Bellomo emerge come una delle figure più controverse e brillanti nel panorama giuridico italiano. Descritto come un “enfant prodige della magistratura”, la sua carriera è stata tanto rapida quanto impressionante. Dopo essersi laureato, vinse per tre volte consecutive il concorso in magistratura e a soli 27 anni fu applicato alla Procura Generale presso la Corte di appello di Caltanissetta, per poi ascendere fino al prestigioso Consiglio di Stato.
Il suo percorso professionale è costellato di successi: come pubblico ministero avrebbe ottenuto uno “score leggendario” di condanne, pari al 93%. Autore prolifico, ha pubblicato numerosi volumi in materie giuridiche, tra cui la collana dei “Sistemi” di diritto civile, penale e amministrativo.
La versatilità di Bellomo non si limita al campo giuridico: è stato anche un “formidabile scacchista”, capitano della nazionale giovanile a 17 anni e tre volte campione italiano UISP, raggiungendo il titolo di “maestro” per la Federazione Internazionale prima di ritirarsi dalle competizioni dopo la laurea.
Dopo i 30 anni, Bellomo iniziò la sua attività di docente, diventando direttore scientifico della scuola “Diritto e Scienza”, un’istituzione privata di alta specializzazione per la preparazione alla magistratura e alla carriera forense, che divenne tra le più importanti in Italia e la prima per risultati. La scuola offriva corsi a numero chiuso nelle sedi di Bari, Roma, Milano e online.
“Il complotto”: Una Difesa Appassionata o una Rivelazione Scomoda?
Nel suo libro “Il complotto”, pubblicato nel 2025, Francesco Bellomo presenta la sua versione dei fatti sulla vicenda che ha sconvolto la sua carriera e la sua vita.
Il volume si configura come un’appassionata difesa personale contro quello che l’autore considera un vero e proprio complotto ordito ai suoi danni da “poteri forti”, media e magistrati.
Il libro ci porta nei meandri di una controversia che ha fatto scalpore: le accuse relative al “dress code” imposto alle borsiste della sua scuola e ai presunti contratti vessatori. Con meticolosa precisione, Bellomo contesta la validità delle accuse, sottolineando come il famigerato contratto contenente il “dress code” non fosse nemmeno presente agli atti del procedimento disciplinare che lo ha travolto.
Particolarmente interessante è la ricostruzione del procedimento disciplinare stesso, presieduto nientemeno che da Giuseppe Conte, futuro Presidente del Consiglio. Bellomo evidenzia quella che considera l’illogicità delle contestazioni e le carenze istruttorie del procedimento, lasciando intendere possibili motivazioni politiche dietro la sua destituzione.
Intrighi di Potere o Giusto Processo?
La narrazione di Bellomo solleva interrogativi inquietanti sulle dinamiche di potere all’interno della magistratura italiana. Il Consiglio di Stato viene descritto come un “nocciolo duro del potere” e una “ultracasta autoreferenziale”, con forti influenze sul governo e sul processo legislativo.
Particolarmente controverso è il ruolo attribuito ai media nella vicenda. Secondo l’autore, una “mano ignota” avrebbe passato atti segreti alla stampa, scatenando una “bufera mediatica” che ha raggiunto dimensioni internazionali, con i quotidiani americani che battezzarono la vicenda “Sexy gate in law school”. Il clamore mediatico avrebbe esercitato una pressione determinante sul procedimento disciplinare.
Testimonianze e Contraddizioni
Il libro presenta testimonianze di ex borsiste e studentesse che, secondo l’autore, smentirebbero le accuse. Bellomo sostiene che nessuna borsista si fosse mai sentita obbligata a seguire il presunto “dress code” e che chi non gradiva la clausola semplicemente non la firmava.
Riguardo alle indagini penali avviate nei suoi confronti a Bari, inizialmente per estorsione contrattuale e poi per maltrattamenti in famiglia, Bellomo critica aspramente la conduzione delle indagini, evidenziando presunte anomalie procedurali e la mancanza di prove concrete a suo carico.
Una Lettura Controversa ma Necessaria
“Il complotto di Francesco Bellomo” è un’opera che divide. Da un lato, offre uno spaccato inquietante su possibili meccanismi di potere all’interno delle istituzioni giudiziarie italiane. Dall’altro, rappresenta la versione di parte di un protagonista controverso della cronaca giudiziaria recente.
Ciò che emerge con chiarezza è il ritratto di un uomo brillante e anticonformista, sicuro delle proprie capacità e delle proprie convinzioni, che si ritiene vittima di un sistema che non tollera le eccezioni alle proprie regole non scritte.
Che si creda o meno alla versione di Bellomo, “Il complotto” si rivela una lettura fondamentale per chiunque voglia comprendere le complesse dinamiche di potere che possono celarsi dietro casi mediatici clamorosi, invitando il lettore a guardare oltre le prime pagine dei giornali e a interrogarsi sulla reale natura della giustizia in Italia.
Buona lettura
