Il Caso Sinner, quando il Diritto Sportivo perde la bussola del buon senso
Alcune osservazioni di chi si auto-definisce “un artigiano del diritto”. Necessario un ripensamento dei principi
La vicenda di Jannik Sinner offre uno spunto di riflessione non solo sulla responsabilità oggettiva, ma anche sugli altri due principi cardine del diritto sportivo: il criterio del “più probabile che non” e il principio di precauzione. Questi tre pilastri, pensati per tutelare l’integrità dello sport, rischiano talvolta di creare un sistema eccessivamente rigido che può portare a risultati paradossali.
La responsabilità oggettiva, come abbiamo visto, ha portato alla squalifica di Sinner nonostante l’assenza di dolo e di benefici prestazionali. Ma come si intrecciano gli altri due principi in questa vicenda?
Avv. Vincenzo Candido Renna, nel suo ultimo articolo su Beemagazine, fa un’analisi da leggere assolutamente.
