HAI CHIUSO L’ATTIVITÀ, MA I DEBITI RESTANO? ECCO COME OTTENERE L’ESDEBITAZIONE

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Quando l’attività finisce, i debiti restano: cosa può fare l’ex imprenditore

Sempre più ex titolari di piccole partite IVA e professionisti che hanno cessato l’attività si trovano, paradossalmente, sommersi dai debiti proprio dopo aver chiuso la propria impresa. Una situazione frequente per chi operava come ditta individuale o socio illimitatamente responsabile di società di persone, ma anche per gli amministratori e soci di società di capitali che si ritrovano coinvolti personalmente per debiti della società.

Chiudere l’attività, insomma, non basta a mettersi al riparo dai creditori. Ma oggi, grazie alle procedure di composizione della crisi previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), è possibile ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti non pagati, e ripartire.

Ex imprenditore e ancora indebitato: le cause più comuni

Quando un’impresa individuale o una piccola società entra in difficoltà, la chiusura dell’attività può sembrare l’unica via d’uscita. Tuttavia, se l’imprenditore risponde personalmente delle obbligazioni aziendali (come spesso accade con le ditte individuali, i soci di società di persone o gli amministratori di S.r.l. coinvolti in responsabilità gestionali), i creditori continuano a reclamare i propri crediti anche dopo la cessazione dell’attività.

Secondo la giurisprudenza di legittimità (Cass. civ. sez. I, n. 13465/2010; Cass. S.U. nn. 6070 e 6072/2013; Cass. civ. n. 9672/2018), i soci o amministratori possono essere chiamati a rispondere in via personale nei seguenti casi:

  • surroga dei creditori nell’azione di responsabilità verso gli amministratori;
  • responsabilità da atto illecito ex art. 2043 c.c.;
  • mancata liquidazione dei beni sociali all’atto della chiusura;
  • gestione non conforme agli obblighi di corretta amministrazione previsti dagli artt. 2086 e 2476 c.c.

È in questi casi che l’imprenditore – pur avendo cessato l’attività – continua ad accumulare debiti fiscali, contributivi o commerciali.

Le soluzioni previste dal Codice della Crisi

Il Codice della Crisi consente di ottenere l’esdebitazione attraverso due procedure distinte, a seconda della natura dei debiti:

  1. Liquidazione controllata (artt. 268–277 CCII)
    È la procedura adatta quando i debiti hanno natura professionale o mista (personale + aziendale), e vi è un patrimonio da liquidare o un reddito disponibile per un piano di pagamento triennale. Tra i debiti ammessi: contributi non versati, fornitori, fideiussioni aziendali, ecc.
  2. Ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 65–73 CCII)
    È percorribile se i debiti sono esclusivamente personali, contratti per esigenze familiari. Offre tempi più lunghi e condizioni più vantaggiose.

Entrambe le procedure:

  • sospendono azioni esecutive e pignoramenti;
  • consentono la trattazione dei debiti fiscali e previdenziali;
  • portano, se rispettate le condizioni, alla cancellazione dei debiti residui.

Esdebitazione: un diritto, non una scorciatoia

Ottenere l’esdebitazione non significa “non pagare”: è una procedura rigorosa, fondata sulla trasparenza e sulla buona fede. Chi ha agito correttamente, senza occultare beni o aggravare la propria posizione, ha diritto a ricostruire una vita libera dai debiti del passato.

È una scelta consapevole e prevista dalla legge, pensata proprio per gli imprenditori in buona fede che, pur avendo fallito, non devono restare prigionieri delle proprie passività.

Affidati a un professionista: la differenza tra un tentativo e un risultato

Valutare la procedura più adatta, preparare la documentazione, gestire i rapporti con l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) richiede competenze specifiche. Un errore nella qualificazione del soggetto o nella strategia può compromettere l’intera procedura. Solo con l’assistenza di un professionista esperto è possibile ottenere un risultato concreto in tempi certi.

Vuoi chiudere davvero con i debiti del passato?

Se hai cessato un’attività e i creditori continuano a bussare alla tua porta, non restare fermo a subire. Oggi la legge ti offre una possibilità reale di ripartire: valuta con un esperto la tua posizione e scopri se hai diritto a una procedura di esdebitazione.

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