DEMENZA DIGITALE

Condividi questo articolo:

Tempo di lettura: 2 minuti

di Manfred Spitzer

Come la tecnologia ci rende stupidi

Manfred Spitzer è nato nel 1958 ed è laureato in Medicina e Psichiatria. Èstato visiting professor a Harvard e attualmente dirige la Clinica psichiatrica e il Centro per le Neuroscienze e l’Apprendimento dell’Università di Ulm.

Autore di numerosi saggi, fra cui Lernen e Vorsicht Bildschirm!, è uno dei più rinomati studiosi tedeschi delle neuroscienze.

 

Scrittura interessante quella di Manfred Spitzer, tuttavia bisogna essere un poco allenati al linguaggio e ragionamento filosofico dell’autorevole accademico.

È un po’ come salire una vetta, occorrono attrezzatura e fiato, resistenza e scarpe adatte. Il paesaggio intorno lascia incantati ma, si rischia di perdere tempo, attardandosi, mentre il giorno trascorre.

Il pamphlet si muove su un progetto di scrittura ben congegnato, dove l’ironia e il sarcasmo non mancano; interessanti i rinvii alla filosofia e alla sociologia.

La dipendenza odierna da dispositivi digitali e Internet solleva preoccupazioni sul loro impatto cognitivo. Mentre le aziende tecnologiche promuovono ricerche che enfatizzano i benefici di questi strumenti per le generazioni future, emergono studi contrastanti che l’autore esamina in quest’opera dettagliata e appassionata.

Questi studi suggeriscono che i media digitali potrebbero effettivamente danneggiare il benessere fisico e mentale, nostro e dei nostri figli. L’uso eccessivo di tecnologie come chat, social media e motori di ricerca potrebbe compromettere le nostre capacità di riflessione e concentrazione. Inoltre, l’utilizzo intensivo del computer potrebbe incoraggiare l’apprendimento tradizionale, spingendo i giovani verso un uso prolungato dei videogiochi.

Le piattaforme sociali, offrendo surrogati di relazioni autentiche, rischiano di indebolire le abilità sociali nella vita reale e di favorire l’insorgenza di disturbi depressivi.

Manfred Spitzer pone una domanda cruciale a politici, intellettuali, genitori e cittadini: è questo il futuro che desideriamo per noi stessi e per le prossime generazioni?

Scrive l’Autore:

Chi rinuncia a pensare non diventa un esperto

Chi nutre ancora dei dubbi al riguardo, provi a riflettere su una cosa: i numeri di telefono di parenti, amici e conoscenti sono salvati nel cellulare.

Il navigatore satellitare ci indica il tragitto per raggiungere un certo luogo.

Gli appuntamenti della vita professionale e privata sono inseriti nel cellulare o su un’agenda digitale. Chi cerca informazioni va su Google; foto, lettere, e-mail, libri e musica sono nel cloud (la «nuvola»). Pensare, memorizzare, riflettere non costituiscono più la norma.

E ancora:

I media digitali creano dipendenza e ci privano del sonno. Danneggiano la memoria, diminuiscono l’impegno mentale e per questo sono del tutto inadatti a favorire l’apprendimento in ambito scolastico. Per quanto riguarda la mente e i rapporti interpersonali, non mostrano effetti positivi, quanto piuttosto numerosi effetti collaterali: su Internet si mente e si tradisce più spesso che nel mondo reale. Chi entra nel mondo virtuale con un clic, ha una capacità di riflessione minore (perché rallentata) rispetto a chi com-prende il mondo reale. E chi discute di argomenti che ha affrontato con altre persone reali li memorizza meglio di coloro che ne parlano solo in una chatroom. I social network danneggiano il comportamento sociale e favoriscono fobie e depressione.

Manfred Spitzer sembra riflettere sul percorso intrapreso non proprio consapevolmente dall’umanità, che sembra dirigersi verso un’epoca trans e post-umana in cui la vita altro non è che mero scambio di informazioni. L’uomo si libera della propria vincolatezza, della fatticità, che però fa di lui quel che è. Umano viene da humus, quindi dalla terra. La digitalizzazione è un passaggio coerente verso l’abolizione dell’humanum.

Un libro può considerarsi riuscito solo se ci sono persone che se ne appassionano, e allora credo proprio si tratti di una ottima lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

Contatta
il nostro studio.

Iscriviti al canale YouTube

Seguici sui Social:

Altri articoli della stessa categoria:

Fine degli Articoli relativi a questa Categoria

LE TUE PRATICHE dove vuoi quando puoi

image001