BIOLOGIA DEL DENARO

Condividi questo articolo:

Tempo di lettura: 2 minuti

di SHAHRUZ ROUHOLFADA

Come governare il  flusso della ricchezza partendo dai vissuti emotivi

Il Denaro è Vivo

Shahruz Rouholfada ha fatto quello che molti economisti non osano: ha guardato il denaro negli occhi e gli ha chiesto cosa volesse davvero. La risposta, contenuta in “Biologia del Denaro”, è tanto semplice quanto rivoluzionaria: il denaro non è un oggetto, è un essere vivente. E come tutti gli esseri viventi, se lo tieni rinchiuso in una cassaforte, muore.

L’autore, passato dalle crisi finanziarie alla “biologia karmica” (già il nome fa sorridere e riflettere), sostiene che i nostri problemi con i soldi nascono dal DNA familiare. Quelle frasi che ci hanno marchiato fin da bambini – “i soldi non fanno la felicità”, “meglio poveri ma onesti” – sono virus mentali che ci condannano all’indigenza esistenziale prima ancora che economica.

 

Il termostato dell’anima

La metafora più brillante del libro è quella del “termostato finanziario”: un meccanismo inconscio che ci mantiene sempre allo stesso livello di benessere, sabotandoci ogni volta che rischiamo di stare troppo bene. È il motivo per cui molti vincitori di lotterie tornano poveri nel giro di pochi anni. Non è sfortuna, è coerenza con la propria programmazione interiore.

Rouholfada divide l’economia mondiale in stagioni – siamo in pieno inverno, ci ricorda – e propone tre strategie di sopravvivenza: andare in letargo (il risparmio), migrare (cercare opportunità altrove) o imparare a cacciare (sfruttare i propri talenti). La crisi, sostiene, non è una punizione divina ma un reset che premia chi sa adattarsi.

 

Sociologia del portafoglio

Dal punto di vista sociologico, il libro fotografa una società italiana ancora prigioniera di tabù cattolici sul denaro, dove il successo economico viene vissuto come una colpa da espiare. L’equazione “denaro = energia = tempo = amore” suona new age, ma nasconde una verità antropologica: nelle società post-industriali il denaro è diventato il nostro linguaggio affettivo primario.

L’analisi sui “ruoli del branco” – alfa, beta, sottomessi – riecheggia le dinamiche di potere descritte da Foucault, ma tradotte nel gergo dell’imprenditoria digitale. Rouholfada ci ricorda che anche nell’economia della conoscenza valgono le regole primordiali della dominanza.

 

Il valore del problema

La parte più acuta riguarda il rapporto tra intelligenza e denaro. “Lavorare significa risolvere problemi”, scrive l’autore. Chi risolve molti problemi a molte persone diventa ricco. È la filosofia di Silicon Valley applicata alla bottega sotto casa: non importa cosa fai, importa a quanti servi.

Il libro ha il pregio di non promettere ricette miracolose ma di invitare a un’archeologia personale delle proprie convinzioni. Il limite è nella deriva motivazionale di certi passaggi, dove la complessità economica viene ridotta a questione di atteggiamento mentale.

 

Il verdetto

“Biologia del Denaro” è uno di quei libri che ti costringono a guardarti allo specchio e chiederti: “Ma io, coi soldi, che rapporto ho davvero?”. In un’epoca dove il capitalismo si interroga sulla propria sostenibilità, Rouholfada propone una via italiana al benessere: fatta di intuizioni acute, qualche ingenuità new age e molto pragmatismo familiare.

Non è il nuovo Vangelo dell’economia, ma è un manuale di sopravvivenza emotiva per tempi in cui la povertà è diventata, troppo spesso, una scelta inconsapevole.

 

Buona lettura

Vincenzo Candido Renna

Contatta
il nostro studio.

Iscriviti al canale YouTube

Seguici sui Social:

Altri articoli della stessa categoria:

LE TUE PRATICHE dove vuoi quando puoi