MISSING – SCOMPARSO – Legal thriller Etc.

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Tempo di lettura: 7 minuti

 

Il cinema dell’impegno civile: Missing – Scomparso di Costa-Gavras

Missing – Scomparso non è soltanto un film di denuncia politica ma un vero e proprio spartiacque nella storia del cinema hollywoodiano finanziato dalle grandi major.

Costa-Gavras, dopo i successi europei, approda negli Stati Uniti per raccontare una ferita ancora aperta nel 1982, ovvero il coinvolgimento americano nel colpo di stato cileno del 1973.

La pellicola riesce nell’impresa quasi impossibile di mescolare il thriller d’indagine con il dramma umano più straziante, evitando la retorica didascalica.

Il risultato è un’opera che scuote le coscienze, premiata non a caso con la Palma d’Oro a Cannes e l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.

In questa pellicola, la macchina da presa diventa un occhio inquisitore che non dà tregua allo spettatore, costringendolo a confrontarsi con il cinismo della geopolitica e il valore inestimabile della verità individuale.

 

Un cast d’eccezione tra carisma e intensità emotiva

La forza narrativa di Missing risiede in gran parte nell’incredibile alchimia tra i suoi protagonisti, guidati da un Jack Lemmon in stato di grazia.

Lemmon, universalmente noto per le sue doti di commediante e per il sodalizio con Billy Wilder, dimostra qui una profondità drammatica che gli valse il premio come miglior attore a Cannes.

La sua interpretazione di Ed Horman è una lezione di recitazione sottile: l’attore riesce a trasmettere l’evoluzione di un uomo che passa dalla fiducia incrollabile nelle istituzioni americane a una disillusione amara e rabbiosa.

Curiosamente, Lemmon accettò il ruolo proprio perché desiderava distaccarsi dall’immagine del “comune cittadino americano medio” per esplorare territori più oscuri e politicizzati.

La sua figura si contrappone perfettamente a quella di Sissy Spacek, che interpreta Beth Horman, la nuora con cui il protagonista ha un rapporto inizialmente conflittuale.

Sissy Spacek arrivava sul set di Missing fresca della vittoria dell’Oscar per La ragazza di Nashville, ma in questo film sceglie una recitazione asciutta, nervosa e priva di fronzoli.

La Spacek incarna la nuova generazione, quella che ha già perso la fede nel sistema e che osserva il mondo con un realismo quasi brutale.

La sua capacità di reggere il confronto con un mostro sacro come Lemmon è strabiliante, rendendo tangibile la frustrazione di chi urla la verità in un deserto di silenzi diplomatici.

Accanto a loro troviamo interpreti di solido mestiere come John Shea nel ruolo dello scomparso Charles Horman, la cui presenza aleggia per tutto il film come un fantasma che reclama giustizia.

Shea, all’epoca giovane promessa formatasi a Broadway, dona a Charles una luce di idealismo che rende la sua assenza ancora più pesante.

Il cast di contorno è popolato da volti che sembrano usciti direttamente dalle cronache dell’epoca, come Melanie Mayron e Charles Cioffi, quest’ultimo perfetto nel ruolo del cinico ufficiale Ray Tower.

È interessante notare come Costa-Gavras abbia scelto molti attori caratteristi in grado di dare un volto umano, seppur spesso inquietante, alla burocrazia militare e diplomatica.

La produzione si avvalse anche di comparse e attori locali messicani, dato che il film fu girato proprio in Messico per simulare le atmosfere soffocanti del Cile sotto regime.

Questa scelta garantì un realismo visivo che supporta l’interpretazione viscerale del duo Lemmon-Spacek, creando un contrasto tra la loro “americanità” e il caos sudamericano.

Jack Lemmon stesso dichiarò in diverse interviste che l’atmosfera sul set era carica di una tensione autentica, alimentata dalla consapevolezza di stare raccontando una storia che il governo statunitense avrebbe preferito mantenere sepolta negli archivi della CIA.

 

Una trama tra labirinti diplomatici e verità negate

La vicenda prende il via nei giorni tumultuosi del settembre 1973 a Santiago del Cile, durante il sanguinoso golpe del generale Pinochet.

Charles Horman è un giovane giornalista e scrittore americano idealista che vive in Cile con la moglie Beth, cercando di documentare i cambiamenti sociali del paese.

Durante i giorni della rivolta, Charles scompare misteriosamente, prelevato dai militari sotto gli occhi della moglie.

Da qui inizia il calvario di Beth, che si scontra immediatamente con il muro di gomma eretto dall’ambasciata americana.

Quando il padre di Charles, Ed Horman, un uomo d’affari conservatore e fervente patriota, arriva dal Minnesota per aiutare nelle ricerche, il conflitto generazionale esplode.

Ed è convinto che suo figlio si sia semplicemente cacciato nei guai e che il governo degli Stati Uniti farà di tutto per proteggere un suo cittadino, dicendo a Beth: “Mio figlio è un cittadino americano e il mio governo non gli torcerebbe mai un capello”.

Tuttavia, man mano che l’indagine privata dei due procede, Ed deve fare i conti con una realtà agghiacciante.

Ogni ufficio diplomatico visitato offre versioni contrastanti e i funzionari americani appaiono più interessati a proteggere le relazioni con la giunta militare che a ritrovare un loro connazionale.

La trama si dipana come un noir kafkiano tra ospedali sovraffollati, obitori improvvisati nello stadio nazionale e incontri clandestini con testimoni terrorizzati.

Ed inizia a comprendere che il figlio non è sparito per caso, ma perché aveva visto troppo riguardo al coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nell’organizzazione del colpo di stato.

La tensione raggiunge l’apice quando un ufficiale confessa indirettamente la verità, portando Ed a urlare contro i rappresentanti del suo stesso paese: “Io non sto cercando solo mio figlio, sto cercando di capire come potete dormire la notte sapendo quello che avete permesso che accadesse”.

Il film segue i passi di Ed e Beth mentre scavano tra i resti di una democrazia distrutta, scoprendo prove sempre più schiaccianti che Charles è stato giustiziato con il tacito assenso, se non l’ordine diretto, dei servizi segreti americani.

La narrazione non concede spazio a facili consolazioni.

La ricerca della verità si trasforma in una discesa agli inferi dove l’orrore non è solo nei cadaveri per le strade, ma nel sorriso gelido dei diplomatici che offrono caffè mentre mentono sapendo di mentire.

Il finale è un pugno nello stomaco che lascia Ed Horman profondamente cambiato, pronto a intraprendere una battaglia legale contro il proprio Stato, una lotta che durerà anni ma che inizierà con quella consapevolezza amara guadagnata sul campo.

Charles rimane l’emblema di migliaia di desaparecidos, ma attraverso la sua storia, il film dà un nome e un volto all’ingiustizia sistemica.

 

Analisi della produzione e il contesto storico

Un aspetto fondamentale di Missing è la sua genesi produttiva, che merita un approfondimento per comprendere il coraggio dell’operazione.

Il film è tratto dal libro d’inchiesta di Thomas Hauser, intitolato The Execution of Charles Horman, e la Universal Pictures decise di produrlo nonostante il tema fosse estremamente scottante.

La regia fu affidata a Costa-Gavras proprio per la sua capacità di trasformare la politica in cinema d’azione e suspense, come già dimostrato in Z – L’orgia del potere.

Girare in Messico non fu solo una necessità logistica, ma un modo per sfuggire alle possibili pressioni politiche, ricreando con un realismo quasi documentaristico le strade pattugliate dai carri armati e il clima di coprifuoco permanente.

La colonna sonora di Vangelis gioca un ruolo cruciale nell’approfondire l’atmosfera del film.

Allontanandosi dalle sonorità epiche di Momenti di Gloria, il compositore greco opta per suoni elettronici malinconici e ossessivi che sottolineano il senso di isolamento e paranoia dei protagonisti.

La fotografia di Ricardo Aronovich, inoltre, utilizza colori desaturati che trasmettono un senso di oppressione e polvere, rendendo tangibile il calore e la paura della città sotto assedio.

Questi elementi tecnici contribuiscono a rendere Missing un’opera completa, dove il messaggio politico non sovrasta mai la qualità estetica e narrativa del racconto.

Il film ebbe anche un impatto reale sulla politica internazionale, riaprendo il dibattito sul ruolo della CIA in America Latina e portando a nuove indagini parlamentari.

 

La critica cinematografica italiana su Missing

La critica cinematografica italiana ha sempre guardato con enorme interesse al cinema di Costa-Gavras, vedendo in lui l’erede della grande tradizione del cinema d’impegno civile.

All’uscita di Missing, il dibattito fu acceso, non tanto sul valore artistico della pellicola, che fu quasi unanimemente lodato, quanto sulle implicazioni politiche.

Il celebre critico Paolo Mereghetti, nel suo storico dizionario, ha sottolineato come il regista sia riuscito a conciliare il respiro del grande cinema hollywoodiano con una spietata analisi storica, scrivendo che il film è “un’opera di straordinaria tensione emotiva, dove il privato diventa pubblico con una forza devastante”.

Questa capacità di trasformare un padre conservatore in un eroe civile è stata indicata come la vera chiave di volta del successo del film.

Dalle colonne de La Stampa, un altro gigante della critica italiana come Gian Luigi Rondi evidenziò l’importanza dell’interpretazione di Jack Lemmon, notando come l’attore fosse il tramite perfetto per il pubblico medio.

Rondi affermò che “Missing è un film che non grida ma sussurra verità terribili attraverso gli occhi di un uomo comune, rendendo l’orrore ancora più vicino e tangibile”.

Anche Tullio Kezich, scrivendo per il Corriere della Sera, lodò la sceneggiatura, definendola “un meccanismo perfetto che smonta pezzo dopo pezzo le ipocrisie del potere, senza mai scadere nel pamphlet propagandistico”.

Kezich apprezzò in particolare il modo in cui il film gestisce il tempo della narrazione, alternando i momenti di calma apparente all’irruzione violenta della realtà militare.

Infine, una riflessione interessante giunse dalle riviste specializzate come Segnocinema, dove si analizzò la scelta di Costa-Gavras di utilizzare un linguaggio cinematografico accessibile a tutti per veicolare contenuti radicali.

Il film venne descritto come “un esempio magistrale di come il cinema commerciale possa essere utilizzato per fini etici superiori, senza perdere la sua capacità di intrattenere e commuovere lo spettatore”.

Questa sintesi tra “cinema di genere” e “documento storico” è ciò che ha reso Missing un classico intramontabile, capace di parlare alle generazioni successive non solo dei crimini del passato, ma di ogni violazione dei diritti umani perpetrata in nome della ragion di Stato.

 

Valutazione finale e verdetto

Missing – Scomparso è una pietra miliare che mantiene intatta la sua potenza narrativa e politica a decenni di distanza.

La valutazione media dei principali siti di critica cinematografica, come Rotten Tomatoes o IMDb, si attesta costantemente su una media molto alta, corrispondente a circa 4.5 stelle su 5.

Questo punteggio riflette l’eccezionale equilibrio tra la direzione tecnica, le interpretazioni monumentali dei protagonisti e il rigore morale della sceneggiatura.

Il film non è solo un resoconto storico, ma un’indagine universale sul rapporto tra individuo e Stato, sulla perdita dell’innocenza e sulla ricerca della verità come atto di ribellione.

Valutazione: ★★★★½

Le motivazioni di questo voto risiedono nella capacità del film di invecchiare con estrema dignità.

Mentre molti film politici degli anni ’80 appaiono oggi datati o eccessivamente schierati, Missing conserva una forza viscerale data dalla sua messa in scena essenziale.

La trasformazione di Jack Lemmon è uno dei percorsi umani più riusciti della storia del cinema moderno.

L’unica pecca, se proprio vogliamo trovarne una, è qualche passaggio leggermente rallentato nella parte centrale, ma è una scelta funzionale a trasmettere l’estenuante attesa e la burocrazia infinita che i protagonisti devono affrontare.

È un film necessario, che ogni appassionato di cinema e di storia contemporanea dovrebbe vedere almeno una volta.

 

P.S. Dove vederlo legalmente in streaming? Il film è facilmente accessibile in streaming legale completo in italiano tramite diverse piattaforme, tra cui Amazon Prime Video, NOW, Chili, TIMVISION, Rakuten TV, Sky on Demand, Google Play, Microsoft Store, iTunes e PlayStation Store. Ogni piattaforma offre opzioni diverse, tra cui abbonamento, noleggio o acquisto, con prezzi variabili per le versioni SD, HD e 4K. Inoltre, è possibile scegliere tra audio e sottotitoli in italiano (ITA) e inglese (ENG) per una migliore esperienza di visione.

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