Benvenuti alla Rubrica “LEGAL THRILLER ETC.” ️♂️⚖️, dove “Law & Popcorn” – Giustizia e Divertimento si fondono!
Esistono pellicole che non invecchiano perché il conflitto che mettono in scena è radicato nel DNA stesso dell’evoluzione umana. “…e l’uomo creò Satana”, titolo italiano decisamente più biblico e cupo rispetto all’originale “Inherit the Wind”, è una di quelle opere che riescono a trasformare un’aula di tribunale in un’arena filosofica dove si combatte per l’anima del mondo moderno.
Girato nel 1960 da Stanley Kramer, un regista che non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani con i temi civili più scottanti della sua epoca, il film rilegge il celebre processo Scopes del 1925, noto come il Processo alla Scimmia.
È un cinema fatto di parole, di sguardi feroci e di un’etica granitica, capace di intrattenere pur mantenendo una serietà d’intenti che oggi, in tempi di blockbuster muscolari, appare quasi miracolosa.
Cast
Parlare del cast di questo film significa chinare il capo davanti a una delle più grandi dimostrazioni di recitazione della storia di Hollywood.
Al centro del ring troviamo Spencer Tracy e Fredric March, due attori che non stavano semplicemente recitando, ma stavano portando sullo schermo decenni di esperienza e un’autorità scenica senza pari.
Spencer Tracy, nel ruolo dell’avvocato difensore Henry Drummond, offre una performance che è il compendio della sua intera carriera: sobria, naturale, priva di inutili orpelli ma carica di una forza morale travolgente.
Si dice che Tracy fosse capace di leggere l’elenco telefonico e renderlo drammatico, e qui lo dimostra sfidando il caldo soffocante del set con una flemma olimpica.
Al suo fianco, o meglio, di fronte a lui, Fredric March interpreta Matthew Harrison Brady con un gigantismo recitativo che serve perfettamente la natura del personaggio, un uomo ormai prigioniero della propria retorica e del proprio passato.
March, che nella realtà era un uomo di grande cultura e dai modi raffinati, si trasforma in un oratore populista, sudato e appassionato, creando un contrasto fisico ed emotivo perfetto con la calma razionale di Tracy. Ma il cast non si ferma a queste due colonne.
Gene Kelly interpreta il cinico giornalista E.K. Hornbeck, un ruolo che lo vede spogliarsi dei panni del ballerino sorridente per indossare quelli di un osservatore sarcastico e nichilista. È una delle sue interpretazioni più sottovalutate, dove il suo sorriso diventa una maschera di disprezzo per l’ignoranza provinciale.
Non va dimenticata la presenza di Dick York, che molti ricorderanno come il primo marito nella serie “Vita da Strega”, qui impegnato in un ruolo drammatico di rara intensità nei panni del giovane insegnante Bert Cates.
La chimica tra questi attori è il vero motore del film: durante le riprese, il rispetto reciproco era tale che l’intera troupe si fermava in silenzio a osservare i duelli verbali tra Tracy e March, consapevoli di assistere a un momento storico che avrebbe ridefinito gli standard della recitazione cinematografica americana.
La trama
La storia si apre in una tranquilla cittadina del Tennessee, Hillsboro, dove la calura estiva sembra aver congelato anche le menti dei suoi abitanti.
L’equilibrio viene spezzato quando Bertram Cates, un giovane e timido insegnante di biologia, decide di leggere ai suoi studenti alcuni passi dell’opera di Charles Darwin. Questo gesto, considerato un atto sovversivo contro la legge dello Stato che vieta l’insegnamento di teorie contrarie alla Bibbia, porta al suo immediato arresto. La notizia attira l’attenzione della stampa nazionale e trasforma la piccola città nel centro del mondo.
Da una parte arriva Matthew Harrison Brady, un tre volte candidato alla presidenza degli Stati Uniti, difensore della fede e della morale tradizionale, accolto come un salvatore dalla popolazione locale.
Dall’altra, sostenuto da un importante quotidiano di Baltimora, giunge Henry Drummond, un avvocato agnostico e difensore delle libertà civili, un tempo amico fraterno di Brady. Il tribunale diventa lo scenario di uno scontro epocale.
Drummond si trova a combattere contro un muro di pregiudizi, un giudice parziale e una folla che intona inni religiosi fuori dalle finestre dell’aula. Quando gli viene impedito di chiamare scienziati a testimoniare in favore della teoria dell’evoluzione, Drummond compie una mossa disperata e geniale: chiama Brady stesso sul banco dei testimoni in qualità di esperto della Bibbia. Inizia così un interrogatorio serrato che mette a nudo l’incoerenza del letteralismo biblico.
Drummond incalza l’avversario con precisione chirurgica, chiedendogli se un giorno della creazione debba essere necessariamente di ventiquattro ore. Celebre è il passaggio in cui Drummond esclama: “Il pensiero è un attributo dell’uomo. È la nostra sola ragione di essere nel mondo. Non potete impedire a un uomo di pensare!”.
Brady, dal canto suo, risponde con una passione che sfocia nel fanatismo, dichiarando: “Preferisco essere dalla parte della Verità che dalla parte della Ragione, se la ragione mi allontana da Dio!”.
Il climax del film non si raggiunge con una sentenza di colpevolezza o innocenza, ma con la distruzione psicologica di un uomo che non riesce a stare al passo con i tempi e con il riconoscimento della libertà di pensiero come unico vero valore universale.
Critica cinematografica
La critica italiana ha sempre guardato con enorme rispetto a questo lavoro di Stanley Kramer, riconoscendogli il merito di aver saputo tradurre un’opera teatrale in un linguaggio puramente cinematografico senza perderne la forza dialettica.
Gian Luigi Rondi, scrivendo per il quotidiano “Il Tempo”, sottolineò come la regia di Kramer fosse capace di una precisione millimetrica: “Kramer riesce a trasformare un dibattito filosofico in un thriller dell’anima, dove le inquadrature diventano lame che sezionano l’ipocrisia di una società chiusa e bigotta”.
Anche la critica di area cattolica e accademica non poté ignorare la potenza del film. Paolo Mereghetti, nel suo celebre “Dizionario dei film”, pur evidenziando il taglio a tratti didascalico tipico del cinema civile americano, loda la pellicola descrivendola come: “Un magnifico duello d’attori in cui la macchina da presa si mette al servizio della parola per denunciare l’oscurantismo di ogni epoca”.
Morando Morandini, nelle pagine della sua storica rubrica su “Il Giorno”, mise l’accento sulla performance dei protagonisti e sul significato politico dell’opera: “Spencer Tracy e Fredric March danno vita a una delle più alte lezioni di recitazione mai viste sullo schermo, in un film che, pur parlando del 1925, colpisce dritto al cuore le intolleranze del 1960 e di ogni tempo futuro”.
Un altro commento rilevante giunse dalla rivista cinematografica “Cinema”, dove si leggeva che: “Kramer non fa sconti a nessuno, nemmeno al cinismo della stampa rappresentata da Gene Kelly, ricordandoci che la verità non ha bisogno di eroi, ma di uomini liberi disposti a cercarla”.
Il film è stato lodato per la sua capacità di mantenere una tensione costante nonostante l’ambientazione quasi interamente chiusa in un’aula, grazie a un montaggio serrato e a una fotografia in bianco e nero che enfatizza il calore oppressivo e la polvere della provincia americana, rendendo visibile lo scontro tra la luce della ragione e le ombre del dogma.
La valutazione finale
Siamo di fronte a un’opera che trascende il concetto di “film a tema” per diventare una lezione di civiltà. La valutazione media dei principali siti di recensione e dei database cinematografici internazionali si attesta stabilmente su un punteggio di eccellenza.
Valutazione Media: 4.5 su 5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
Il motivo di questo giudizio così elevato risiede nella perfetta quadratura del cerchio tra sceneggiatura, interpretazione e regia. “…e l’uomo creò Satana” non è un attacco alla religione, come alcuni critici superficiali sostennero all’epoca, ma un attacco all’intolleranza e all’imposizione di un unico pensiero.
La forza del film sta nel fatto che, pur parteggiando chiaramente per il personaggio di Spencer Tracy, non riduce mai Matthew Harrison Brady a una macchietta cattiva, ma lo dipinge come un uomo tragico, travolto da una modernità che non comprende più.
È un film che insegna l’importanza del dubbio e la pericolosità delle certezze incrollabili. In un mondo che oggi torna spesso a polarizzarsi in fazioni contrapposte che non comunicano, la visione di questo capolavoro di Stanley Kramer risulta non solo consigliata, ma assolutamente necessaria.
La sua attualità è quasi dolorosa: i temi del diritto all’istruzione, della separazione tra Stato e Chiesa e del ruolo dei media nella manipolazione dell’opinione pubblica sono discussi oggi con la stessa foga del 1960.
Spencer Tracy, nel finale, che solleva sia la Bibbia che il libro di Darwin prima di uscire dall’aula, rimane una delle immagini più potenti e riconcilianti della storia del cinema.
P.S. Dove vederlo legalmente in streaming? Il film è facilmente accessibile in streaming legale completo in italiano tramite diverse piattaforme, tra cui Amazon Prime Video, NOW, Chili, TIMVISION, Rakuten TV, Sky on Demand, Google Play, Microsoft Store, iTunes e PlayStation Store. Ogni piattaforma offre opzioni diverse, tra cui abbonamento, noleggio o acquisto, con prezzi variabili per le versioni SD, HD e 4K. Inoltre, è possibile scegliere tra audio e sottotitoli in italiano (ITA) e inglese (ENG) per una migliore esperienza di visione.
