Introduzione
Con sentenza n. 1215/2025, pubblicata in data 11 luglio 2025, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ha accolto il ricorso di un candidato escluso da una procedura di selezione accademica, avente ad oggetto l’attribuzione di un assegno di ricerca bandito dall’Università degli Studi di Torino.
Il risultato è frutto di un’attività legale accurata, condotta con metodo e dedizione dagli Avv.ti Maria Luisa Bilico e Riccardo Renna di Renna Studio Legale.
Ogni elemento della vicenda è stato esaminato con attenzione, in un lavoro improntato alla compostezza e all’ascolto, nella consapevolezza che anche nei contesti più tecnici il rispetto delle regole e la tutela del percorso formativo dei candidati rappresentano un valore imprescindibile.
Oggetto del contenzioso
La controversia ha riguardato la procedura selettiva per l’assegno di ricerca sul tema “Attori e metodi di coercizione economica nel diritto internazionale”, bandita con Decreto n. 4889/2024 all’interno del cosiddetto “Bando Unico” – XXVII tornata cofinanziata.
Il ricorrente, pur avendo superato la soglia minima prevista per l’accesso al colloquio e presentando titoli ritenuti di rilievo, è risultato escluso dalla graduatoria finale. A seguito di tale esito, ha deciso di promuovere ricorso, eccependo diversi profili di illegittimità riguardanti le modalità valutative adottate dalla Commissione giudicatrice.
Tra le censure sollevate:
- l’omessa valutazione della tesi di dottorato, presentata come prodotto di ricerca;
- l’attribuzione di punteggi a pubblicazioni in corso di stampa;
- la mancata valorizzazione di titoli post-lauream dichiarati nella domanda di partecipazione.
La decisione del TAR
Il TAR Piemonte, dopo aver esaminato gli atti, ha accolto il ricorso in relazione alla doglianza concernente la mancata valutazione della tesi di dottorato, ritenendo fondato il rilievo circa la sua idoneità a rientrare fra i prodotti della ricerca valutabili ai sensi del bando.
Nel dispositivo, il Collegio ha quindi disposto:
- l’annullamento parziale degli atti impugnati, con riferimento al verbale preliminare e al decreto di approvazione della graduatoria;
- l’obbligo per l’Amministrazione di effettuare una nuova valutazione della tesi, nel rispetto dei criteri di logicità, coerenza e proporzionalità;
- la condanna dell’Università resistente alle spese di giudizio, in quanto parte soccombente.
Osservazioni
La pronuncia si inserisce nel più ampio quadro della giurisprudenza amministrativa in materia di selezioni accademiche, e contribuisce a delineare il perimetro applicativo del principio di legalità nelle procedure comparative per l’assegnazione di incarichi di ricerca.
Il provvedimento sottolinea l’importanza della piena osservanza della lex specialis e della coerenza metodologica nella valutazione dei titoli. La selezione accademica, per sua natura, non può prescindere da trasparenza, imparzialità e rispetto sostanziale del merito.
Leggi qui la sentenza –> TAR Piemonte n. 01215/2025
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