LE STRAGI SONO TUTTE UN MISTERO

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Benedetta Tobagi

LE STRAGI SONO TUTTE UN MISTERO

Fact checking: la Storia alla prova dei fatti

 

Benedetta Tobagi: Laureata in filosofia PhD in storia, ricercatrice indipendente, è stata conduttrice radiofonica per la Rai e collabora con “Repubblica”. Si occupa di progetti didattici e formazione docenti sulla storia del terrorismo e degli anni Settanta. Nel 2009 pubblica il suo primo libro Come mi batte forte il tuo cuore (Einaudi) dedicato alla memoria del padre Walter, ucciso da un gruppo terroristico di estrema sinistra, che vince numerosi premi letterari. Nel 2011 per la sua attività giornalistica riceve il “Premiolino”. Nel 2013 esce Una stella incoronata di buio. Storia di una strage impunita, sempre edito da Einaudi, nel 2016 La scuola salvata dai bambini (Rizzoli). Nel 2019 con Einaudi escono Piazza Fontana. Il processo impossibile e l’edizione aggiornata di Una stella incoronata di buio. Nel 2020 pubblica Giona nella collana “I libri della Bibbia” dell’editore Piemme. Nel 2022, sempre con Einaudi, La Resistenza delle donne, vincitore del Premio Campiello 2023, e nel 2023 Segreti e lacune. Le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo. Nel 2024 esce per Laterza, Le stragi sono tutte un mistero.

 

Saggio davvero interessante, “penna raffinata” quella di Benedetta Tobagi, tra le poche capaci di dare del <<TU>> alla realtà e/o alla storia, fotografandola per quella che è, senza infingimenti e ricca di contraddizioni, fragilità, illegalità, disfunzioni, ma anche opportunità, occasioni da cogliere, porte da aprire, luci da accendere sul futuro solo apparentemente già scritto.

Ecco che, nella qualità di lettore riconosco allo “scritto” la capacità di avermi offerto le lenti corrette per guardare ad una storia contornata più da ombre che da luci e comunque controversa come quella “dell’Italia delle stragi” apprezzando sfumature e contorni anche legati al contesto che rafforzano talune convinzioni e ne indeboliscono tante altre apparentemente granitiche.

Scrive Tobagi:

<< Una pista chiara, con molti oppositori (visibili e invisibili)

La bomba che devasta la sala d’aspetto di seconda classe alla stazione nel primo sabato d’agosto, quando mezza Italia si mette in viaggio per le ferie, deve essere fascista: lo dicono subito i bolognesi e, come abbiamo visto, appena due giorni dopo lo sottoscrive persino l’allora presidente del Consiglio Cossiga.

Non è una mera suggestione emotiva o ideologica: sin dal principio, le informative della Digos (ovvero la rete territoriale dell’Ucigos, l’Ufficio centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali creato nel 1978 per  accogliere l’eredità del vecchio Ispettorato antiterrorismo, a sua volta istituito all’indomani della strage di Brescia per sostituire il chiacchieratissimo Ufficio Affari riservati)  indirizzano subito l’inchiesta verso la “pista nera”.

In meno di un mese, il 26 agosto 1980, la Procura della Repubblica di Bologna emette ventotto ordini di cattura nei confronti di persone appartenenti a gruppi dell’eversione di destra, da Ordine Nuovo ai Nuclei Armati Rivoluzionari.

Con gli arresti cominciano anche le contestazioni: il Secolo d’Italia Dissenso, periodico del Fronte della Gioventù, danno il via alla campagna stampa contro i magistrati, parlano di una “caccia alle streghe”, denunciano la criminalizzazione sistematica della gioventù di destra>>.

 

Tante domande, a partire dalla principale: Patria dei segreti. Terra delle verità parziali. Luogo di omertà e silenzi impenetrabili. È davvero questa l’Italia?

La scrittrice evidenzia come negli anni magistrati, giornalisti e poi storici sono riusciti, tra mille ostacoli e difficoltà, a ricostruire, pezzo dopo pezzo, la verità sulle stragi che hanno insanguinato la nostra penisola.

L’Italia è il Paese dei segreti. I responsabili delle stragi non sono mai stati trovati né puniti. Tutto viene nascosto e non si riesce mai a trovare il filo conduttore per chiudere definitivamente la stagione dolorosa delle bombe, la cosiddetta ‘strategia della tensione’, e consegnarla alla storia.

Ogni volta sembra di ricominciare da capo: piazza Fontana, piazza della Loggia e stazione di Bologna sono soltanto alcune delle tappe di una laica via crucis, che non ha mai fine e su cui ogni anno emergono particolari, false piste, rivelazioni vere o fasulle.

Se però guardiamo oltre il muro delle tante assoluzioni, le cose non stanno proprio così. Ormai le testimonianze e i documenti ci permettono di ricostruire con precisione quanto è successo in quella fase storica.

Se Pasolini, in un suo celebre articolo, scriveva «io so, ma non ho le prove», ora possiamo dire che sappiamo e abbiamo le prove, di molto, se non di tutto, e spesso possiamo pure fare nomi e cognomi di esecutori e mandanti.

 

Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

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