di Giuseppe Morici
CRESCERE E’ UNA COSA DA GRANDI
Perché le intenzioni di un’azienda contano più delle sue dimensioni
Giuseppe Morici Manager e consulente, ha lavorato in grandi multinazionali del settore alimentare e del largo consumo, prima nel marketing e nella consulenza strategica e poi come direttore generale e amministratore delegato. Autore di libri e formatore, oggi è Vicepresidente del Gruppo Feltrinelli e partner di fondi di investimento.
Ha pubblicato per Feltrinelli Fare marketing rimanendo brave persone. Etica e poetica del mestiere più discusso del mondo (2014), Fare i manager rimanendo brave persone. Istruzioni per evitare la fine del mondo (e delle aziende) (2018), Leader ma non troppo. Arte e fatica di guidare un’azienda (2022), il libro per ragazzi Non solo soldi! Parole e storie per capire l’economia (2023).
Nell’ultimo saggio, breve e profondo Giuseppe Morici sembra interrogarsi e interrogare il lettore sul vero significato da assegnare ad una azienda, molte domande interessanti, tra queste:
- Come giudichiamo le dimensioni di un’azienda?
- Calcoliamo il numero di dipendenti, ci basiamo sul suo fatturato?
- Oppure esistono anche fattori meno definibili e sfumati che ne condizionano la vita e l’evoluzione?
- E qual è la differenza fondamentale tra grandi e piccole aziende?
Il pamphlet si muove su un progetto di scrittura ben congegnato, dove l’ironia e un uso elegante delle figure retoriche non mancano.
L’Autore dispiega la sua ricerca scientifica e ricorre a molteplici aneddoti tratti dalla sua esperienza di Manager e Consulente aziendale e con efficaci rimandi a storie industriali di successo di brand noti ed anche meno noti c.d. emergenti, quasi a dimostrazione che la dimensione di una azienda non è solo legata ad indicatori misurabili in termini economici.
Per Morici, le aziende variano nella loro dimensione e mentalità; non necessariamente le grandi sono migliori delle piccole.
Crescere per un’azienda non è solo questione di dimensioni, ma riguarda la sua mentalità, cultura e gestione interna.
Questo libro esplora queste idee, integrate con riflessioni sulla famiglia e sul significato della crescita.
L’autore ha tratto ispirazione dalle conversazioni domestiche, riflettendo sulle piccole aziende italiane e riconsiderando l’importanza delle intenzioni rispetto alle dimensioni.
Crescere per un’azienda significa assicurare la sua continuità nel tempo, integrando il passato, il presente e il futuro.
Gli individui crescono con consapevolezza e accettazione del cambiamento, e lo stesso vale per le aziende.
La crescita aziendale implica mantenere sensi attivi e integrare l’energia giovanile con la saggezza degli adulti e l’esperienza dei predecessori. Questo equilibrio è essenziale per il successo aziendale e porta ad una crescita più significativa, indipendentemente dalle dimensioni numeriche.
Interessante il passaggio, in una Azienda:
La leadership equilibrata, dunque, non lo è solo perché bilancia i tre tempi della vita di ogni azienda, ma anche perché poggia la sua forza su una squadra equilibrata, sia in verticale (dove il leader è leader di leader e non di esecutori) sia in orizzontale (perché il leader completa le sue debolezze con le forze altrui.
Ed ancora:
Leadership è l’arte di occuparsi di quello che non c’è.
Pensare il futuro vuol dire immaginarlo, tracciare linee e direttrici e capire, prima degli altri, non solo quando ci sono grandi opportunità in cui investire, ma anche quando le linee vanno a sbattere contro ostacoli che è meglio rimuovere in anticipo, mentre le cose vanno ancora bene.
Questo fanno gli imprenditori e i manager che davvero “hanno la testa nel futuro.
Un Saggio da leggere tutto in un fiato e si conclude con un aforisma emozionante:
Il grande compositore austriaco Gustav Mahler quando dice che “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”.
Le ceneri, si badi, sono qualcosa di sacro, cui va riservata la massima cura. E chi, in famiglia come in azienda, si occupa di conservazione, di memoria, di ceneri è un benemerito.
Ma le aziende procedono grazie a chi si occupa del fuoco, non delle ceneri.
Questo ho imparato sin qui, come manager e come uomo. Questa è la mia conclusione temporanea, in attesa di altro futuro.
Buona lettura.
