TRA IL NUOVO ADEMPIMENTO COLLABORATIVO E LA RIFORMA 231 CAMBIA LA GRAMMATICA DEL RAPPORTO TRA STATO E IMPRESE. Articolo su Il Sole24Ore NT+ Diritto Norme & Tributi

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Renna Studio Legale segnala il nuovo contributo pubblicato su NT+ Diritto – Il Sole 24 Ore, a firma dell’Avv. Vincenzo Candido Renna, socio dello Studio ed esperto di compliance, e dell’Avv. Bruno Marzo, associato dello Studio ed esperto di diritto tributario.

Il nuovo Tax Control Framework e la riforma del D.Lgs. 231/2001 muovono da discipline differenti, ma sembrano convergere verso una medesima idea: l’impresa non è chiamata soltanto a rispettare la regola, ma a costruire un’organizzazione capace di conoscere il rischio, prevenirlo, controllarlo e rendere verificabile il proprio operato.

È un passaggio che riguarda la cultura stessa della compliance. La forma non basta più. Modelli, certificazioni e controlli acquistano valore quando corrispondono a un’organizzazione effettiva, nella quale autonomia delle funzioni, flussi informativi e verificabilità dei processi divengono parte della responsabilità d’impresa.

In fondo, dietro due riforme tecniche affiora una questione più antica: il diritto può limitarsi a sanzionare ciò che è accaduto, oppure deve anche interrogare l’organizzazione su ciò che aveva predisposto perché non accadesse?

L’articolo completo:
Tra il nuovo adempimento collaborativo e la riforma 231 cambia la grammatica del rapporto tra Stato e imprese | NT+ Diritto

Il contributo è disponibile anche nel PDF allegato al post.

 

Sul punto ne scrivono:

 

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