Concordati in continuità e accordi ristrutturazione debiti ex art 182 bis L.F.

Le mutuate esigenze sia di carattere aziendalistico che di mercato, appalesano le necessità di tutelare il patrimonio aziendale nella sua interezza e funzionalità, prediligendo quindi la continuità aziendale alle alternative liquidatorie, scongiurando il frazionamento e lo scorporo del capitale di funzionamento.

La nuova logica normativa tende quindi a valorizzare il concetto di continuità d’esercizio, in funzione della conservazione dei valori fondamentali e della loro integrità, prospettando ipotesi di prosecuzione delle attività e delle capacità giuridiche. L’approccio dottrinale preferisce formulare sostanzialmente soluzioni alternative alla cessazione dell’attività e all’estinzione del soggetto, per mezzo di opportune procedure preventive di segnalazione e di misurazione del rischio di default.

La tendenza è quella di offrire soluzione che siano in grado di rendere concretamente possibile il rilancio del soggetto in crisi, con risposte normative propositive che offrano alternanza rispetto a normative inattuali e repressive. E’in questo contesto che, la recente riforma della Legge fallimentare ha voluto dare concretezza, prevedendo con strumenti deflattivi la gestione della crisi aziendale.

E’ quindi data facoltà al soggetto in difficoltà economica finanziaria e patrimoniale, di ricorrere alla proposta di concordato e all’accordo di ristrutturazione dei debiti, con importanti novità normativa che rendono particolarmente incentivante il ricorso e l’utilizzo di detti istituti.

Come detto l’obiettivo principale rimane la conservazione, preservando quindi la disgregazione del patrimonio aziendale, formulando soluzioni che garantiscano il soddisfo dei creditori, prevedendo e finalizzando un piano teso al rilancio delle attività core.

Non solo quindi uno strumento liquidatorio, qualora si accerti la mancata e ragionevole convenienza nella prosecuzione dell’attività aziendale, ma bensì un valido strumento per fronteggiare permanenti situazioni di squilibrio finanziario e patrimoniale, con l’ulteriore vantaggio di abbattere significativamente costi di lite e di transazione.

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